La Fiorentina arriva a questo delicatissimo match con soli 4 punti in nove gare, ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato. E si gioca a ridosso di quanto accaduto ieri mattina, quando la società ha annunciato l’addio consensuale del ds Daniele Pradè che — sotto il peso dell’inizio disastroso di stagione e della contestazione dei tifosi — ha scelto di fare un passo indietro. Se il club fino a ora ha confermato la fiducia a Stefano Pioli, è evidente che la partita odierna rappresenta per il mister un autentico spartiacque e per la squadra l’occasione per invertire la rotta e recuperare autostima.
Pioli sceglie Dzeko a sostegno di Kean preferendolo a Gudmundsson e Fazzini, chiavi del centrocampo affidate a Fagioli, dentro anche Ndour, mentre Sohm, dopo l’apparizione al Meazza, torna in panchina. Fortini al posto dell’infortunato Gosens e in difesa turnover per Marì, rientro di Pongracic e Ranieri, oltre alla conferma di Comuzzo.
Si gioca in un clima particolare, con la tifoseria che sostiene ma anche pronta a contestare se al termine non saranno conquistati i tre punti, oggi maledettamente necessari.
Primi dieci minuti di studio, equilibrati, ma che già evidenziano un centrocampo viola disunito. A farne le spese, poco dopo, Nicolussi Caviglia e Fagioli che incassano il cartellino giallo. Mentre gli ospiti, giocando semplice ma con tempi migliori, provano ad affacciarsi sulla trequarti. Al 23′, approfittando di un errore di Ndour, Morente crossa da destra e trova l’inserimento di Berisha che appoggia in rete. Lecce in vantaggio però la curva non si scompone e continua a sostenere la squadra che da lì a poco cerca di avanzare il baricentro.
La reazione si concretizza con una conclusione di Kean e un colpo di testa di Dzeko, entrambi neutralizzati da Falcone. Poi, al 43′ occasione per Ranieri che di testa manda alto. Un minuto più tardi risponde il Lecce con Coulibaly che incorna da calcio d’angolo e, pure lui, spedisce alto.
Ripresa: Pioli corregge la formazione con tre cambi. Fuori Nicolussi Caviglia, Fagioli e Ndour, dentro Mandragora, Gudmundsson e Sohm. Innesti che non sembrano migliorare la Viola e la partita scorre senza particolari emozioni. Entra ancge Piccoli al posto di Dzeko. Al 66′ è il Lecce ad affacciarsi in area con un tiro cross di Coulibaly su cui Stulic non arriva di poco.
Si alzano i primi cori verso la squadra. “Se ci mandate in B vi facciamo un culo così”. La Fiorentina appare, al solito, priva di idee ed è molto allungata. Troppi spazi tra i reparti e manovra lenta. Ultimo cambio di Pioli che richiama Comuzzo e manda in campo Fazzini. Al 78′ Kean, da corner, avrebbe la palla dell’uno a uno, palla che però viene bloccata da Falcone sulla linea di porta.
Ultimi minuti con la Viola che prova a forzare ma con scarsa lucidità e gli ospiti riescono a mantenere il controllo fino all’83’, momento in cui l’arbitro Rapuano concede il rigore per un contatto tra Pierotti e capitan Ranieri. Rapuano viene invitato al monitor per rivedere l’impatto e revoca il penalty. L’ultima chance capita sul destro di Sohm, dal limite, pallone fuori misura. E la Fiorentina resta al palo con i suoi 4 punti, rimandando ancora l’appuntamento con la prima vittoria.
Situazione molto difficile da gestire sotto l’aspetto tecnico. Adesso serve che la società intervenga con la massima urgenza, perché ormai non ha più senso attendere la gara di Genova e quindi la pausa per gli impegni delle nazionali.