La Fiorentina perde a Sassuolo interrompendo una striscia di risultati positivi ma riesce a mantenere il quarto posto in classifica grazie al pareggio del Bologna contro il Genoa.
È una squadra che scende in campo al Mapei con alcuni ruoli in grande emergenza costringendo mister Italiano a una formazione quasi obbligata. Il terzino destro non ha ricambi, gli esterni sono solo due (disponibili) e gli impegni sono e saranno tanti, a cominciare dalla Coppa Italia di martedì.
L’approccio iniziale è stato meno convinto, con brani di gioco più lenti e prevedibili, ma dopo il gol subito dopo una decina di minuti, la Fiorentina ne ha avuti ben 80 più recupero per pareggiare. E non c’è riuscita per le solite grandi colpe dell’attacco che proprio non riesce a incidere. Dispiace soprattutto per Nzola e Ikoné che non mostrano segnali di miglioramento, né di adattamento agli schemi di Italiano.
Discorso diverso per Brekalo che pare destinato a essere ceduto e, probabilmente, non aveva neanche l’approccio mentale giusto per essere titolare.
Ora sarà decisivo il comportamento della società: se, nonostante la ghiotta occasione dell’alta classifica, non si saprà lavorare bene sul mercato con innesti di qualità e funzionali, sarà difficile mantenere certe posizioni.
Preoccupano gli infortuni e i soliti enormi problemi realizzativi con, nei prossimi giorni, un calendario fitto di impegni importanti.
Befana amara
La Fiorentina perde a Sassuolo interrompendo una striscia di risultati positivi ma riesce a mantenere il quarto posto in classifica grazie al pareggio del Bologna contro il Genoa.
È una squadra che scende in campo al Mapei con alcuni ruoli in grande emergenza costringendo mister Italiano a una formazione quasi obbligata. Il terzino destro non ha ricambi, gli esterni sono solo due (disponibili) e gli impegni sono e saranno tanti, a cominciare dalla Coppa Italia di martedì.
L’approccio iniziale è stato meno convinto, con brani di gioco più lenti e prevedibili, ma dopo il gol subito dopo una decina di minuti, la Fiorentina ne ha avuti ben 80 più recupero per pareggiare. E non c’è riuscita per le solite grandi colpe dell’attacco che proprio non riesce a incidere. Dispiace soprattutto per Nzola e Ikoné che non mostrano segnali di miglioramento, né di adattamento agli schemi di Italiano.
Discorso diverso per Brekalo che pare destinato a essere ceduto e, probabilmente, non aveva neanche l’approccio mentale giusto per essere titolare.
Ora sarà decisivo il comportamento della società: se, nonostante la ghiotta occasione dell’alta classifica, non si saprà lavorare bene sul mercato con innesti di qualità e funzionali, sarà difficile mantenere certe posizioni.
Preoccupano gli infortuni e i soliti enormi problemi realizzativi con, nei prossimi giorni, un calendario fitto di impegni importanti.
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Pubblicato il calendario della Serie A
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