Al Franchi si gioca nel ricordo del Presidente Rocco Commisso, scomparso a New York otto giorni fa. Per l’occasione la Fiorentina scende in campo indossando una maglia speciale con l’acronimo RBC stampato accanto al giglio.
È subito Gudmundsson a mettere paura a Caprile con un diagonale da fuori area che sfila vicinissimo al palo opposto. La Viola fa la partita, il Cagliari l’aspetta e fa muro. Difficile trovare spazi e creare occasioni per passare. Ma sono gli ospiti a trovare la via del gol, al 31′, grazie a una ripartenza di Palestra che da destra crossa a centro area, dove Kilicsoy devia di testa, complice una sfortunata deviazione di Comuzzo, colpevole di aver lasciato un po’ di spazio al diretto avversario.
Ci prova Gudmunsson, poco più tardi, bravo a giocare in area nello stretto, ma Caprile chiude lo specchio. Si va al riposo con il Cagliari sorprendentemente in vantaggio.
Nella ripresa Vanoli si affida al neo acquisto Fabbian che rileva Mandragora. Ma proprio da un appoggio sbagliato dall’ex Bologna nasce l’azione che porta il Cagliari sullo 0-2, firmato da Palestra (tra i migliori in campo).
Per la Fiorentina è una doccia fredda, ma la squadra non molla e riprende a fare gioco. Per la verità lo fa senza riuscire a verticalizzare e con tempi lenti. Più volte, soprattutto da destra, dove nel secondo tempo Solomon opera con Dodo, piovono numerosi cross. Però innocui, non tesi. Ma è ancora il Cagliari, in contropiede, a sfiorare la rete ancora con Kilicsoy lanciato da Obert.
Dentro Brescianini e Harrison. Al 67′ Gudmundsson va vicino al gol con un destro al giro che accarezza il palo. La Fiorentina la riapre al 74′ grazie al tocco di Brescianini che sfrutta un traversone di Dodo. La Viola ci crede e Brescianini per poco non pareggia. Forcing finale col Cagliari (come successo nella gara contro la Juventus) che fa il possibile per spezzettare la partita. Partita che si conclude con la vittoria degli ospiti, nonostante una buona reazione degli uomini di Vanoli.