De Gea: 7 – Il migliore dei nostri. Comincia con un’incertezza in uscita su palla alta, ma si rifà ampiamente chiudendo la porta in più frangenti, considerando gli otto tiri nello specchio da parte dei padroni di casa. Decisivo sulla conclusione forte, sul primo palo, di Bernede, attento sui tiri di Belghali e Orban. Sicuro su Oyegoke sul finire del primo tempo.
Comuzzo: 5,5 – Non chiude su Bernede che impegna De Gea, poi prende le distanze e non rischia più, ma non sale quasi mai. Tant’è che Harrison fa quel che può.
Dal 90′ Rugani: sv.
Pongracic: 6 – A parte un pallone che gli sfugge, per fortuna non sfruttato dagli avversari, fa buona guardia meritando ampiamente la sufficienza.
Ranieri: 6 – Prestazione discreta, senza grossi affanni, tranne quando Orban gli passa avanti. Per il resto, una partita giocata più per contenere che altro.
Gosens: 6 – Anche lui resta arretrato, non si vede mai crossare. Prudenza assoluta, però dietro dà un bel contributo. Esce visibilmente stanco alla mezz’ora della ripresa.
Dal 77′ Balbo: sv.
Harrison: 5,5 – Un traversone, mai saltato l’uomo, diversi palloni persi. Non incide finché all’82’ tocca per l’accorrente Fagioli che realizza.
Fabbian: 5,5 – Idem per quanto riguarda l’apporto alla squadra. Forse non è il suo ruolo? In ogni caso si tratta di un’altra prova incolore.
Dal 60′ Piccoli: 5 – Controlla un solo pallone, è fuori dal gioco. Anche perché i compagni non riescono a servirlo. E comunque il suo ingresso in campo non crea problemi alla difesa scaligera.
Fagioli: 6,5 – Lento, gioca tanti palloni ma spesso per vie trasversali. Notevole il destro al volo dal limite, al 4′, che colpisce la traversa. Preciso nel finale a metterla nell’angolino: palo-gol.
Dal 90′ Brescianini: sv.
Ndour: 6 – Il giudizio è simile a quello dato a Ranieri: presenza e posizione, si fa sentire anche fisicamente sostenendo, da quel punto di vista, il centrocampo.
Gudmundsson: 5,5 – Parte che sembra avere una gran voglia, combina con Fagioli nell’occasione della traversa. Piano piano cala, poi si riaccende ma la sua prova va avanti calando, fino all’espulsione (rosso diretto) per aver alzato le mani verso Suslov, che aveva fatto lo stesso con lui.
Kean: 5 – Quasi come se non ci fosse, lontano parente di quello visto in nazionale. La squadra non lo aiuta, non riesce a servirlo. E lui non è in grado di incidere.
Dal 77′ Fazzini: 6 – Un minimo di vivacità riesce a darla. Niente di che, per carità, però in pochi minuti ha mostrato buona iniziativa.
Vanoli: 5 – Oggi era fondamentale puntare a fare tre punti. In trasferta e senza Dodo, Mandragora e Parisi, con Brescianini non al top in panchina, ospiti a Verona, fanalino di coda con un piede già in B.
E i tre punti, nel finale, sono arrivati. Con questa vittoria Vanoli ottiene 28 punti in 21 partite portando la Fiorentina a quota 32, sorpassando il Cagliari.
Fin qui, lo dicono i numeri, tutto bene.
Ma se l’avversario gioca meglio di te, crea pericoli, meriterebbe lui i tre punti, bisogna riconoscere che ci è andata parecchio bene.
Tempi di gioco lenti, spesso ultimi ad arrivare sulle seconde palle, non ci sono idee, è tutto prevedibile. Un tiro in porta contro gli otto del Verona.