Fiorentina-Cagliari: i più e i meno

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La Fiorentina, dopo aver accusato il colpo nella trasferta in laguna, vince contro il Cagliari e caccia indietro tutte le critiche che, a mio parere ingiustamente, le erano piovute addosso.
La Fiorentina ha iniziato un percorso che, dopo tre anni di agonia sportiva, la stanno portando verso un futuro fatto di gioco e programmazione.
La scelta di un allenatore come Italiano va indubbiamente in quella direzione.
Entrambi, Italiano e la Fiorentina, devono migliorarsi per giocare al tavolo dei grandi. Italiano, cercando di capire quando sia opportuno giocare per vincere, attaccando sempre e comunque, è quando occorra essere concreti e dare stabilità ad una squadra che oggi non può essere tra le migliori.
La Fiorentina, cercando di costruire una squadra con innesti precisi e capaci di renderla migliore dell’anno precedente, frutto di una programmazione tecnico sportiva che fino ad oggi sembra essere mancata e, magari, cercando di dare un’organizzazione alla società per competere finalmente ad alti livelli.
La strada pare essere quella giusta e dobbiamo sapere che potrà vivere di alti e bassi ma con un obbiettivo che deve essere chiaro a tutti: crescere di anno in anno.
Oggi la squadra ha risposto alle critiche, giocando come sa e come le piace. 
Gli 11 in campo hanno vinto da squadra, come piace ad Italiano, con le individualità che, rispetto al Cagliari, hanno fatto la differenza.
Un giocatore su tutti: Saponara, qualità e altruismo.


I PIÙ E I MENO

I PIÙ 

Saponara. Evidentemente c’è grande feeling con Italiano che gli garantisce quella tranquillità che permette a Saponara di giocare sereno e mettere sul campo la qualità che ha. Finalmente.
Vlahovic. Il giocatore non si discute. È giovane e si farà. Oggi fa vedere che ha un piede sinistro di ottimo livello anche per le punizioni. Ma lo sapevamo. Presente in quasi tutte le azioni d’attacco della Viola.
Gonzales. Funambolico sia a sinistra che a destra. Un giocatore irrinunciabile nel tridente Viola.
Quarta. In difesa mettiamo lui sugli scudi. Cerca sempre di giocare di anticipo e spesso ci riesce. Keita poteva essere un cliente scomodo. Disinnescato.
Torreira. Non ha fatto una grandissima partita ma è il giocatore irrinunciabile per il centrocampo Viola. Verticalizza e ricuce come pochi. Sempre presente.
Castrovilli, Callejon, Amrabat, Duncan e Terzic entrano a partita in corso. Questa volta Italiano non sbaglia nulla. E quando fai entrare questi giocatori, potresti pensare di avere una squadra interessante anche nelle seconde linee. Ma aspettiamo rinforzi a gennaio (ad iniziare dalla punta centrale e dall’ esterno)


I MENO

Oggi non ci sono meno. Voglio però fare un appunto alla società che deve crescere. Si possono compiere legittime battaglie contro procuratori o bilanci societari ma sempre nell’interesse della squadra.
Alcuni panni sporchi vanno lavati in casa e nelle stanze giuste, non sui giornali. 

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