COMMENTO:
La Fiorentina saluta la Conference League dopo un pareggio che sa di occasione persa. Il doppio vantaggio firmato da uno straordinario Gosens aveva illuso il Franchi, ma nella ripresa il Betis ha dimostrato di avere più gamba, più qualità e soprattutto cambi incisivi. La differenza dalla panchina è stata evidente: mentre i subentrati del Betis hanno dato freschezza e idee, quelli viola sono entrati in campo senza riuscire a fare la differenza. Un peccato enorme, perché anche stavolta è mancato quel gioco corale e fluido che ci si aspetta da una squadra con ambizioni europee. L’impressione è che, quando non si riesce a spingere sulle fasce o a trovare Kean in area, la manovra si ingolfi e diventi prevedibile. Un limite che Palladino dovrà risolvere, perché queste partite si vincono soprattutto con la qualità del gioco e con i cambi giusti al momento giusto.
PAGELLE
De Gea 7 – Provvidenziale. Tiene a galla la Fiorentina con interventi decisivi, soprattutto nel secondo tempo e nei supplementari. Incolpevole sui gol subiti, è uno dei pochi a mantenere alta la concentrazione fino alla fine.
Pongracic 5,5 – Discontinuo. Alterna buone chiusure a errori in fase di impostazione. Nel finale cala fisicamente e mentalmente, facendosi ammonire.
Comuzzo 5,5 – Inesperto. Soffre la pressione del Betis e commette alcuni errori in fase di disimpegno. Il secondo anno è sempre più difficile. E si vede. Si farà.
Ranieri 6 – Grintoso. Combatte su ogni pallone e guida la difesa con determinazione. Nel finale cala come tutta la squadra. La battaglia con Anthony è di quelle vere….
Dodò 6 – Propositivo. Spinge sulla fascia destra e cerca il cross in più occasioni. Manca un po’ di precisione e l’ultimo passaggio decisivo.
Mandragora 6 – Ordinato. Gestisce bene il possesso palla e prova a dare ritmo alla manovra.
Fagioli 5,5 – Opaco. Fatica a entrare nel vivo del gioco e perde alcuni palloni pericolosi. Palladino lo toglie quando serve maggiore spinta. Certo chi entra non migliora la situazione. E forse lo sa anche Fagioli che si arrabbia.
Adli 5,5 – Inconsistente. Non riesce a dare il suo contributo in fase offensiva e viene sostituito. Perde anche alcuni palloni per aver ritardato la giocata. Non lascia il segno in una partita in cui doveva dare di più.
Gosens 7,5 – Monumentale. Segna una doppietta che riaccende le speranze viola. Grande qualità nei cross e negli inserimenti. Sembra essere di un’altra categoria rispetto a molti compagni.
Gudmundsson 5.5 – Altalenante. Si muove tanto ma sbaglia anche tanto. Perde palloni evitabili e fatica a trovare la posizione giusta. Poteva fare di più Ma oramai siamo a fine campionato. Dov’è il vero Gudmundson; e soprattutto, esiste il vero Gudmundson?.
Kean 6 – Generoso. Si sbatte su ogni pallone, ma trova sempre due uomini addosso e non riesce a trovare la giocata giusta.
Subentrati:
Richardson 5,5 – Evitabile. Entra per dare dinamismo, ma si vede poco e non incide come dovrebbe.
Folorunsho 5.5 – Energico ma….. Entra con buona energia e cerca di dare ordine al centrocampo. Si muove tanto ma senza mai trovare lo spunto giusto. Un ingresso che non cambia le sorti del match.
Colpani 5,5 – Irrisoluto. Si muove tanto ma senza incidere. Un po’ fuori contesto. Dovrebbe dare maggiore spinta sulla sinistra, ma sbaglia troppi appoggi.
Zaniolo 5 – Spento. Entra con un atteggiamento che sembra quasi distratto (come spesso gli succede). Si perde tra giocate forzate e poca concretezza.
Parisi 6 – Solido. Dà solidità sulla fascia sinistra nei minuti finali anche se non riesce a entrare nel ritmo della partita e resta ai margini del gioco.
Beltrán 5 – Assente. Palladino gli dà fiducia, ma l’argentino non riesce mai a incidere. Un ingresso da fantasma come spesso gli succede ultimamente.
Palladino 6 – Coraggioso. La squadra parte bene, trova il doppio vantaggio, ma poi si spegne progressivamente. I cambi non aiutano, anzi: quelli del Betis fanno la differenza, quelli della Fiorentina spariscono dal campo. E ancora una volta, quando manca l’iniziativa dei singoli, si vede che manca un gioco corale e strutturato. Un copione che si ripete, contro squadre ben organizzate come il Betis l’assenza di un’identità chiara si paga cara. Serve una scossa, soprattutto nella qualità del gioco.