Al termine della partita con l’Inter, è successo che Vanoli in conferenza stampa ha perso la calma e ha risposto male all’ennesimo giornalista (Ubaldo Scanagatta) che lo accusava di avere a torto arroccato la squadra in difesa negli ultimi minuti della partita, e a causa di ciò di avere aumentato i rischi di prendere gol.
Non mi soffermo sull’evidente sciocchezza dell’accusa, ma sul fatto che Vanoli è poco amato dalla piazza, che non perde occasione per criticarlo: per non aver tolto la Fiorentina dalla zona retrocessione già a dicembre, per non fare un gioco spettacolare, per non essere un nome di grido e neppure un grande comunicatore. Come se esserlo facesse fare più punti in campionato, ma tant’è.
Resta la questione se la Fiorentina debba confermarlo per la prossima stagione, o puntare su qualcun altro, che per la piazza significa un nome che faccia sognare, come Pioli, Sarri, Farioli o addirittura Maresca. Circola anche il nome di Grosso, del quale vidi una partita quando allenava il Frosinone in B, e mi piacque. Certo, presentare un romano, senza un passato in maglia viola, ex-Juventus, e senza il curriculum di Sarri alla piazza fiorentina è operazione non priva di rischi, come l’esperienza di Palladino ha mostrato.
La decisione su Vanoli deve in primo luogo partire da un giudizio sul suo operato. Fino a poco tempo fa, i giornalisti viola davano per scontato che Vanoli sarebbe stato sostituito a fine stagione. Oggi, alla luce degli ultimi successi, stanno cambiando opinione. Domani, si vedrà.
Facciamo il punto. Sotto la guida di Vanoli, la Fiorentina è passata da una media di 0.4 a una di 1.3 punti a partita, che, senza l’handicap iniziale, varrebbe il passaggio dal ventesimo all’undicesimo posto in classifica. Quando firmò a novembre il contratto con la Fiorentina furono previsti dei bonus in caso di piazzamento dal decimo posto in su. Solo che per fare arrivare la Fiorentina decima, Vanoli sarebbe dovuto passare a una media di 1.7 punti a partita, cioè la media di Palladino durante tutta la stagione scorsa; mentre per raggiungere le coppe europee, Vanoli avrebbe dovuto fare addirittura una media di 2.1, cioè come Ranieri la stagione scorsa alla Roma o Conte quest’anno al Napoli.
Non sappiamo dove la dirigenza viola abbia messo la barra. Si può però dire che pretendere una media di 1.7 punti equivale a dire che la rosa di quest’anno valeva quella dell’anno scorso, e che il problema era solo Pioli. I cinque acquisti e le sei cessioni di gennaio mostrano che i dirigenti sono stati i primi a non crederci. Quindi la barra sta più in basso di 1.7 punti, e il fatto che la Fiorentina terminerà la stagione nella colonna di destra non dovrà essere una ragione per cambiare l’allenatore.
Supponendo che i numeri di Vanoli siano in linea con le ragionevoli attese dei dirigenti, affinché questi decidano di confermare il tecnico varesino, occorre in secondo luogo che fra le parti ci sia una piena sintonia riguardo al valore dei giocatori attuali, al modulo da schierare la prossima stagione, ai giocatori da vendere e a quelli da acquistare.
Qui si va sul difficile. Vanoli, oltre a non essere stata la prima scelta di Goretti (era D’Aversa), non è stato scelto da Paratici, che potrebbe voler puntare sul nome di grido. Faccia attenzione, dato che la Fiorentina ha già l’alto stipendio di Pioli a libro paga per altri due anni.