Il voto al mercato di gennaio 2026

Tempo di lettura: 4 minuti circa

La Fiorentina ha chiuso il mercato con sei acquisti, otto cessioni (sette, al netto di quella di Infantino) e due esclusioni (Sabiri e Kouame, che potrebbero essere ancora ceduti all’estero oppure reintegrati).

Paolo Vanoli ha debuttato sulla panchina viola il 9 novembre, ereditando la squadra sin lì diretta da Pioli e costruita secondo i suoi desideri da Pradè. Il 21 dicembre, dopo otto partite fra campionato e conference in cui non aveva cavato un ragno da un buco, Vanoli ha cambiato l’assetto della squadra, passando all’attuale 4-5-1.

La società – Goretti, presumibilmente con la collaborazione di Paratici – ha quindi operato sul mercato per adattare la rosa al nuovo modulo e ai desideri dell’allenatore.

In porta si è scelto di mandare Martinelli a fare esperienza. Al suo posto è tornato in viola Christensen. Nel breve si perde qualcosa, ma è un investimento a medio termine. Trattandosi del portiere di riserva, il cambio non è rilevante.

Sono partiti due difensori – Viti e Mari, più adatti alla difesa a tre – e ne è arrivato uno – Rugani – più adatto alla difesa a quattro. Dei due partenti, Mari è sempre stato – per me a torto – sottovalutato e mal considerato dalla critica. La ritengo una sostituzione fra giocatori all’incirca di pari livello. La difesa – essendo ora a quattro – ne esce leggermente rinforzata.

Dove invece sono avvenuti i cambi più rilevanti è stato a centrocampo e sulle ali. Sono arrivati due giovani centrocampisti emergenti – Brescianini e Fabbian – e sono partiti il deludente Sohm, il mai decollato Richardson, e Nicolussi Caviglia, a sua volta deludente e mai decollato. Nelle poche partite e spezzoni sin qui disputate dai nuovi due centrocampisti si è subito notato un miglioramento nel reparto.

Tuttavia, occorre altresì notare che il reparto è stato ridotto di un’unità. Benché Richardson dovesse già partire la scorsa estate (rifiutò il passaggio al Verona), oggi quel centrocampista in più, considerato anche il limite dei tre cambi nella lista UEFA, avrebbe fatto comodo. E andando nello specifico, Fagioli non ha un sostituto nel suo ruolo. Già queste considerazioni mi suggeriscono che sarebbe stato meglio tenere Nicolussi. Ma, oltre a ciò, lo penso per tre altre ragioni: perché è un giocatore emergente arrivato in viola a stagione iniziata e già compromessa – cose che mi inducono a pensare che avrebbe potuto fare meglio in futuro, perché Fagioli ha nel recente passato alternato dei buoni periodi a dei periodi da dimenticare, e perché l’attuale posizione in campo di Fagioli non mi convince appieno. E quella è la posizione di Nicolussi, che purtroppo non vedremo in un centrocampo insieme a Fagioli e Brescianini.

Va detto che la decisione su Nicolussi è forse stata influenzata da altri fattori, quali l’opportunità di liberarsi dall’obbligo condizionato di riscatto di 7 milioni, e la previsione che a giugno con ogni probabilità torneranno in quel ruolo Amatucci e Bianco. Resta però il fatto che la cessione di Nicolussi lascia un vuoto oggi non ben coperto, come lo fu a giugno quella di Cataldi.

Sono poi arrivati gli esterni Solomon e Harrison, ed è uscito il deludente Dzeko. Si tratta di un aggiustamento della rosa che riflette il nuovo modulo di Vanoli. Oltre al cambio tattico, i due (specialmente Solomon) hanno mostrato delle qualità in più rispetto a chi già c’era.

La campagna acquisti è stata completata dalla cessione di Infantino e dalle mancate cessioni di Kouame e Sabiri: la cessione del primo al Verona non è stata completata in tempo, mentre del secondo è da un po’ che non si sa più nulla.

Riassumendo, la Fiorentina ha preso cinque giocatori che erano ai margini delle formazioni in cui militavano, due dei quali – Brescianini e Solomon – hanno già favorevolmente impressionato, e la rosa ne esce sicuramente rinforzata. Da un punto di vista economico la società viola ha per ora fatto pari: 2.5 milioni in uscita ed altrettanti in entrata. Il conto arriverà però a giugno, ma solo in caso di salvezza, allorché dovrà sborsare 25 milioni per i riscatti di Rugani, Brescianini e Fabbian (oltre a un possibile 1.5 di bonus per quest’ultimo). Ma da questa cifra vanno sottratti i 7 milioni del riscatto condizionato di Nicolussi. Quindi, la salvezza costerà 15 milioni.

Considerato che la Fiorentina si è rinforzata e lo ha fatto nel breve a costo zero (e riuscire a far venire quei giocatori in una squadra sull’orlo della retrocessione era cosa tutt’altro che facile), il mio giudizio è positivo.

Se poi paragoniamo il mercato viola a quello delle altre squadre, il mio giudizio si conferma positivo. Infatti, per restare a quelle che normalmente sarebbero le nostre concorrenti, l’Atalanta (ceduti Lookman, Maldini e Brescianini; preso Raspadori), il Bologna (presi Helland, Sohm e Joeao Mario; ceduti Fabbian, Sulemana, Immobile e Holm) e la Lazio (un esodo di giocatori che non sto a citare) hanno fatto tutte un mercato peggiore del nostro.

Tenuto conto di tutto quanto ho scritto, il mio voto al mercato di gennaio della Fiorentina sarebbe un sette, ma la cessione di Nicolussi lo abbassa a sei, e quello è il mio voto.

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