Si può discutere se fosse stato opportuno investire circa dieci milioni l’anno scorso sull’acquisto di Parisi in un ruolo che era già coperto (e infatti Parisi è finito in panchina), ma tant’è. Nel momento in cui la Fiorentina prende Gosens, il destino di (almeno) uno dei due (Biraghi o Parisi) è segnato.
Quello che stranamente non leggete altrove è il segreto di Pulcinella, cioè i fatti evidenti: Biraghi ha 32 anni, ha il secondo stipendio più alto della rosa, il suo contratto scade a giugno, e non gioca. Il suo interesse e quello della società già coincidevano: venderlo, al fine di realizzare un utile (o risparmiare sullo stipendio) per la società e avere un altro contratto per il giocatore. Sorprende semmai che la cosa sia esplosa in questo modo oggi, con l’esclusione di Biraghi dai convocati: a chi giova annunciare pubblicamente la cosa?
Se Biraghi partirà, la logica vorrebbe che Parisi restasse. Ma anche lui non è contento di stare in panchina. Il suo agente oggi ha soffiato sul fuoco; ma anche per il giocatore e l’agente (che è lo stesso di Biraghi) vale lo stesso discorso di cui sopra: perché hanno scelto di venire a Firenze?