Tra Lazio e Fiorentina la differenza sta tutta lì: la punta. Che si apra il mercato…

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Lo spirito è stato quello giusto. Si sono visti schemi d’attacco e la Fiorentina oggi meritava certamente il pareggio. Prandelli sta dando anima e cuore a questa squadra. Ma veniamo ai giocatori.

Buona prestazione di Quarta (forse Milenkovic può andare via con più serenità), bene Dragowski anche se oggi ha avuto meno interventi da fare (peccato sul gol di Immobile quando devia la palla sui piedi dell’attaccante della Lazio), mentre Pezzella lascia ancora a desiderare. Bene Igor.

Soffermiamoci su Martínez Quarta. Ha giocato quasi tutta la partita con piglio e sicurezza, nonostante la giovane età e la prima partita vera da titolare. Si vede che ha i numeri. Non si scompone nei momenti in cui la Lazio attacca e non si limita a difendere: quando ha la palla imposta e raramente sbaglia il passaggio (da questo punto di vista, meglio di Milenkovic). Non ha fatto sentire l’assenza di Milenkovic. La vera nota lieta della partita con la Lazio.

Biraghi insufficiente (mette qualche buon cross ma delude, come al solito, in fase difensiva). Venuti non pervenuto. Sufficienti Bonaventura e Amrabat. Anche Castrovillari in miglioramento. Ribery esce dopo poco e questo crea non pochi problemi alla fase offensiva che a quel punto si appoggia esclusivamente su Vlahovic.

Vlahovic, appunto: oggi meglio nei movimenti ma non ci siamo in fase realizzativa. Guadagna e trasforma un bel rigore, però non riesce mai a tirare in porta né a difendere la palla quando ci sarebbe bisogno di far salire la squadra.

La Società deve capire che alla Fiorentina occorre una punta vera, fatta e che si possa mettere l’attacco sulle spalle, magari con Vlahovic a sostegno o sull’esterno. E, se possibile, un centrocampista che sappia verticalizzare e dettare i tempi alla squadra. Ci accontentiamo di questo.

Siamo certi che i nomi che si sentono oggi (Zaza, Inglese, Pavoletti…) siano solo d’interesse per i giornalisti o per i rispettivi procuratori perché a noi non interessano. E sono certo che non interesseranno neppure a società e allenatore. Occorrono nomi di prima fascia, utili al progetto. Anzi, non parliamo più di progetto. Utili a Prandelli e alla squadra titolare.

Come detto, Prandelli sta finalmente dando un gioco alla squadra. Adesso occorre dare retta a Cesare e costruire, ove possibile, la squadra con i giocatori che mancano ai suoi schemi: attaccante e centrocampista.

Per non avere rimpianti.

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