Il commento
Finisce 0-0 contro il Genoa, ma il risultato conta quasi meno delle sensazioni lasciate da questa stagione. Una Fiorentina vuota, senza idee, senza gioco, senza personalità. Una squadra che ha vissuto tutto l’anno in una perenne sopravvivenza calcistica, aggrappata ai singoli, agli episodi, alle parate di De Gea e a qualche lampo isolato. Troppo poco per Firenze.
Oggi il Franchi ha visto l’ennesima partita piatta, lenta, prevedibile. Nessuna costruzione vera, nessuna intensità, nessun segnale di crescita. Solo una lunga sofferenza trascinata fino a maggio. E la cosa peggiore è che ormai non fa nemmeno più rabbia: fa abitudine.
Vanoli probabilmente ha raggiunto l’obiettivo minimo della salvezza, ma questa squadra non ha mai avuto un’identità. Mai. Nessun gioco offensivo riconoscibile, pochi automatismi, tanti giocatori palesemente sopravvalutati e un gruppo che raramente ha dato l’impressione di divertirsi o far divertire.
E poi c’è la società. Invisibile. Silenziosa. Senza una direzione chiara. Firenze merita altro. Merita una proprietà che abbia un progetto vero, che riporti entusiasmo, competenza e una visione moderna di calcio. La speranza oggi è una sola: una svolta totale. Una nuova proprietà, un direttore sportivo forte come Fabio Paratici e un allenatore come Francesco Farioli capace di dare idee, coraggio e identità.
Anche ripartendo da giovani. Anche da italiani. Anche sbagliando qualcosa all’inizio. Ma almeno con un’idea “divertente” di calcio. Perché questa stagione è stata semplicemente vergognosa. 
Il 2 nelle pagelle non è solo il voto alla partita di oggi. È il voto simbolico a una stagione disastrosa, vissuta senza gioco, senza anima e senza una direzione tecnica credibile. È un voto alla squadra, ma anche a una società inesistente, incapace di dare segnali, visione e presenza nei momenti difficili.
Pagelle
De Gea – 2 | Rassegnato. Fa il suo compitino anche oggi, ma ormai sembra il simbolo di una squadra che aspetta soltanto la fine.
Dodò – 2 | Svogliato. Spinge senza convinzione e dietro concede sempre qualcosa. Un lontano parente del giocatore visto nei momenti migliori.
Pongracic – 2 | Confuso.Impostazione lenta, letture sbagliate e solita sensazione di precarietà continua.
Ranieri – 2 | Affondato. Ci mette impegno, ma pure lui trascinato nel grigiore generale. Capitano di una squadra senz’anima.
Gosens – 2 | Irriconoscibile. Doveva essere uno dei leader tecnici ed emotivi. Troppo poco per esperienza e curriculum.
Ndour – 2 | Timido. Corre tanto ma quasi sempre a vuoto. Nessuna personalità in mezzo al campo.
Fagioli – 2 | Deludente. Doveva accendere il gioco, ma il gioco non esiste mai. Tanti tocchi inutili e zero verticalità.
Mandragora – 2 | Piatto. Il manifesto del centrocampo viola: lento, prevedibile e senza coraggio.
Parisi – 2 | Fuori ruolo e fuori partita. Qualche corsa senza senso e pochissima qualità negli ultimi metri.
Braschi – 5 | Sacrificato. All’esordio in una Fiorentina del tutto inconsistente, non si può pretendere che sia lui a cambiare la partita. Prova a muoversi, cerca qualche spazio, ma intorno ha il vuoto. Il 5 è più per il contesto e per l’età che per la prestazione.
Salomon – 2 | Inutile. Tanto movimento sterile e mai una giocata che cambi ritmo o inerzia. L’unico comunque che in questa squadra cerca il guizzo o di saltare l’uomo.
Subentrati
Gudmundsson – 2 | Mistero. Altro giocatore completamente perso. Talento teorico, impatto reale quasi nullo.
Piccoli – 2 | Evanescente. Entra al posto di Braschi, ma non cambia nulla: pochi palloni, poca presenza, zero pericoli veri.
Brescianini – 2 | Anonimo. Dentro per Mandragora, dovrebbe dare energia e inserimenti, ma si perde nel nulla generale.
Fabbian – 2 | Invisibile. Entra per Ndour e si adegua subito al ritmo spento della partita. Nessuna scossa, nessun segnale.
Vanoli – 2 | Sopravvissuto.Salvezza raggiunta, sì. Ma senza mai dare un’identità, un gioco o una prospettiva a questa squadra. La Fiorentina non può accontentarsi di galleggiare.