Una piccola pioggia insistente e fastidiosa accoglie Inter e Fiorentina allo stadio di San Siro. La formazione della Viola non è sicuramente attesa, in difesa ci sono Comuzzo e Viti, il centrocampo è muscolare come previsto con Ndour e Sohm, davanti la coppia titolare. Chivu piazza il colosso Bisseck al centro della difesa e conferma Pio Esposito in attacco.
La partita è bloccata, la Fiorentina cerca di non regalare niente, anche perché al minimo errore i nerazzurri si rendono pericolosi, come al 23′ con Bastoni che, dopo aver rubato un pallone sulla tre-quarti, arriva davanti a De Gea costringendolo al solito miracolo. La Viola cerca di alleggerire la pressione, ci prova Ndour che addirittura costringe Bisseck a un recupero su Kean.
L’inter gioca di squadra, la Fiorentina gioca “uomo su uomo” come al campetto di periferia. Al 35′ una sontuosa ripartenza dei nerazzurri mette Di Marco solo in area ma il suo tiro a botta sicura trova ancora una gran parata di De Gea. In pieno recupero Ndour lancia un buon contropiede, ma Sohm non fa altro che appoggiare un pallone lento per Kean che non può far altro che tirare in bocca a Sommer. Il primo tempo finisce, per ora il fortino viola resiste.
Si riparte con gli stessi ventidue e comincia l’assedio nerazzurro: le 3 vittorie in Champions non arrivano per caso e la Viola è “ai paletti”, De Gea salva prima su Dumfires e poi su Bisseck, ma al 66′, dopo un’azione corale, la palla arriva sul destro di Calhanoglu che dal limite piazza un rasoterra letale anche per De Gea. L’Inter la sblocca. Nel frattempo Pioli aveva sostituito Sohm con Fazzini e Gudmundssomn con Fagioli.
La Fiorentina abbozza una timida reazione ma 5 minuti dopo Sucic prende un pallone al limite dell’area, resiste a Mandragora disposto a tutto pur di fermarlo e con una magia, appena in area, mette alla destra di De Gea. Inter 2-0 e partita indirizzata. Entra Dzeko omaggiato da tutto lo stadio e all’82’ finalmente arriva un pallone che porta Kean solo contro Bisseck, Moise si libera del bestione tedesco di sangue camerunense ma riesce solo a esprimere un pallone debole fra le braccia di Sommer.
Esce Gosens, infortunato, per Fortini e con una Fiorentina sbilanciata, all’85’ il nuovo entrato Bonny si invola verso la porta, il povero Viti tenta l’intervento ma lo prende (era già ammonito), quinid rigore ed espulsione. Calhanoglu trasforma anche se De Gea intuisce e finisce qui.
Domenica sarà obbligatorio vincere con il Lecce e vedremo come Pioli, allenatore secondo me non adatto a questa Fiorentina (lo ribadisco), cercherà di farlo. Lui ha già vissuto da giocatore l’onta della retrocessione nel 1993 e quindi penso che sarà il primo ad accettare un cambiamento radicale, anche in panchina.
Oggi la vittoria non era proprio fattibile ma i numeri sono impietosi: 4 punti in 9 partite non era mai successo a mia memoria. Le colpe sono di tutti, nessuno si può chiamare fuori.