Il commento
Non era certo questa la partita da cui pretendere il grande risultato, ma vedere la Fiorentina così fa male. Per 65 minuti la squadra di Pioli resta tutta dietro la linea della palla, chiusa nella propria metà campo come una provinciale. Regge grazie alle parate di De Gea, ma al primo episodio crolla: Calhanoglu la sblocca con un destro preciso da fuori, poi Sucic raddoppia e infine ancora Calhanoglu, su rigore, chiude i conti.
Il problema non è perdere con l’Inter, ma come si perde: senza gioco, senza personalità, senza idee. Il possesso è sterile, i centrocampisti non costruiscono, gli esterni non spingono e davanti Kean lotta da solo nel vuoto. La reazione? Qualche minuto di orgoglio, niente di più.
Pioli non ha dato la scossa, il gioco non cambia e la squadra è il nulla. E allora la domanda resta: la grinta vista a tratti è per l’allenatore o per sé stessi? Domenica c’è il Lecce ma potrebbe anche essere la partita da affrontare con un nuovo tecnico. Francamente vedere spiragli di luce dopo la peggior partenza di sempre in campionato é molto difficile anche con una vittoria contro il Lecce.
Pagelle
De Gea – 7 | Monumentale. Tiene a galla la squadra con parate da fuoriclasse su Bastoni, Dimarco e Bisseck. Crolla solo quando non può più nulla. Avere un portiere come lui (e una punta come Kean) ed essere così bassi in campionato é un paradosso.
Comuzzo – 5,5 | Inesperto. Tiene finché può, poi perde lucidità. Perde anche qualche pallone sanguinoso ma si conferma comunque un ottimo marcatore . Si fa saltare da Susic sul secondo gol.
Pablo Marí – 5 | Appannato.Ordinato ma lento, fatica a leggere i movimenti di Lautaro. Non commette errori gravi, ma trasmette poca solidità.
Viti – 5 | Falloso. Soffre l’uno contro uno ma inizia bene, è vivace, non è facile da saltare poi crolla sotto la pressione nerazzurra fino a commettere il fallo da rigore trasformato poi da Chalanoglu.
Dodò – 5,5 | Alterno. Qualche recupero buono, ma troppi errori in appoggio e poca spinta. Ancora lontano dal suo miglior livello.
Gosens – 5 | Spento. Come domenica, anche contro la sua ex squadra non lascia traccia. Né un cross degno né una sovrapposizione utile.
Ndour – 5 | Inconsistente. Non contrasta, non costruisce. Sempre in ritardo sul pressing, sembra fuori ritmo. Un po’ meglio dopo il 2-0 quando la squadra si scuote un po’ ma troppo poco.
Sohm – 5,5 | Confuso. Inizia discreto, poi sparisce. Non riesce a dare equilibrio né a portare palla.
Mandragora – 5,5 | Grigio. Tanti passaggi orizzontali e nessuna verticalità. Non guida, non cambia passo, non accende mai la squadra. É un Mandragora ben distante dal centrocampista dello scorso anno (forse l’anno di grazia).
Gudmundsson – 5 | Evaporato.Ancora una volta un fantasma. Nessun dribbling, nessuna giocata, nessun lampo. Fino alla sua uscita, era il marcatore di Chalanoglu. Ma limitarlo così la dice tutta sulle idee di Pioli.
Kean – 6 | Volenteroso. Lotta da solo contro la difesa interista, si costruisce l’unica vera occasione viola, ma spreca nel finale. Almeno mostra orgoglio. Come detto per De Gea, avere un’attaccante così e trovarsi in questa posizione in classifica é davvero assurdo.
Subentrati
Fagioli – 6 | Ordinato. Porta un po’ di lucidità ma entra e la partita si chiude.
Fazzini – 6 | Vivace. Prova qualche inserimento, almeno ci mette gamba.
Dzeko – 5,5 | Isolato. Nessun pallone giocabile, resta ai margini.
Fortini – 6 | Coraggioso. Entra con buona voglia, ma predica nel deserto.
Pioli – 4,5 | Smarrito Sessantacinque minuti solo a difendere, poi il vuoto. Nessun gioco, nessuna idea, nessun segnale di crescita. La Fiorentina è ferma, e Pioli con lei.