Nella prima semifinale di Supercoppa in Arabia Saudita la Fiorentina perde contro il Napoli subendo un risultato anche troppo pesante. I partenopei, lontani parenti della bella squadra vincitrice di uno storico scudetto solo qualche mese fa, con il nuovo allenatore Mazzarri rinnegano idee di bel gioco conducendo una partita di difesa molto attenta e ripartenze. Che peraltro è un modo di giocare che contro la Fiorentina produce risultati (vedi tante partite scorse).
La Viola, purtroppo, non è più la squadra brillante di qualche mese fa e la manovra risulta meno veloce e più macchinosa. E questo è un grosso problema perchè tutto è relativamente prevedibile e scontato. Gli esterni, poi, che non saltano mai l’uomo, e i centravanti che non incidono, aggiungono difficoltà a difficoltà.
È una Fiorentina commovente anche nell’applicazione convinta del credo calcistico dell’allenatore, con un gioco che comunque è sempre propositivo. Ma che sconta la ormai evidente crisi tecnica e mentale di troppi giocatori offensivi. Dispiace ribadire che calciatori come Ikoné, Nzola e Brekalo sembrano davvero, nonostante le tante occasioni avute, non integrarsi negli schemi di gioco dell’allenatore.
Vediamo se in questi giorni di relativo stop la società sappia correggere certe criticità evidenti. Un obiettivo stagionale se n’è andato ma ne rimangono altri e, soprattutto, sarebbe un marchiano errore di valutazione non puntare a rimanere in campionato in zona Champions.
Arabia da dimenticare
Nella prima semifinale di Supercoppa in Arabia Saudita la Fiorentina perde contro il Napoli subendo un risultato anche troppo pesante. I partenopei, lontani parenti della bella squadra vincitrice di uno storico scudetto solo qualche mese fa, con il nuovo allenatore Mazzarri rinnegano idee di bel gioco conducendo una partita di difesa molto attenta e ripartenze. Che peraltro è un modo di giocare che contro la Fiorentina produce risultati (vedi tante partite scorse).
La Viola, purtroppo, non è più la squadra brillante di qualche mese fa e la manovra risulta meno veloce e più macchinosa. E questo è un grosso problema perchè tutto è relativamente prevedibile e scontato. Gli esterni, poi, che non saltano mai l’uomo, e i centravanti che non incidono, aggiungono difficoltà a difficoltà.
È una Fiorentina commovente anche nell’applicazione convinta del credo calcistico dell’allenatore, con un gioco che comunque è sempre propositivo. Ma che sconta la ormai evidente crisi tecnica e mentale di troppi giocatori offensivi. Dispiace ribadire che calciatori come Ikoné, Nzola e Brekalo sembrano davvero, nonostante le tante occasioni avute, non integrarsi negli schemi di gioco dell’allenatore.
Vediamo se in questi giorni di relativo stop la società sappia correggere certe criticità evidenti. Un obiettivo stagionale se n’è andato ma ne rimangono altri e, soprattutto, sarebbe un marchiano errore di valutazione non puntare a rimanere in campionato in zona Champions.
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