Serie A
Fiorentina-Juventus
 1-1

Una reazione di carattere, ma resta il rammarico: l’occasione era lì

Tempo di lettura: 3 minuti circa

Il commento

Partite così le vivi sempre con lo stomaco. Contro la Juve non è mai “una gara”, è un capitolo di vita sportiva. E stavolta la Fiorentina ha avuto il merito di non affondare dopo il gol allo scadere del primo tempo, quando Kostic ha gelato il Franchi proprio nel momento migliore dei viola.

La squadra però non si è disunita: è rientrata in campo con la faccia giusta, ha alzato ritmo, pressione e coraggio. Il gol-capolavoro di Mandragora è il manifesto di questa reazione: sinistro sotto l’incrocio, da lontano, con lo stadio che si accende come nei giorni migliori.

Poi una partita combattuta, con episodi su entrambe le sponde: Kean pericoloso, Mischia in area, De Gea decisivo su McKennie, Vlahovic che spreca, e un finale in apnea.

Un punto che vale per carattere, meno per classifica.

La sensazione? La Fiorentina sta trovando uomini e idee, ma negli ultimi 30 metri serve più cattiveria. Contro una Juve così, oggi, si poteva anche vincere.

Pagelle

De Gea – 7 | Provvidenziale. Primo tempo attento, secondo tempo da leader silenzioso. Paratona su McKennie al 80’, tiene in piedi la squadra. Sul gol di Kostic è coperto, non può nulla. Solita personalità.

Pongracic – 6 | Alterno. Qualche uscita pulita, qualche indecisione. Alterna interventi decisi a momenti di ritardo. Non sbaglia nulla di grave ma manca un po’ di continuità.

Mari – 6 | Duro. Duro nei contrasti, meno lucido nelle letture profonde. Si fa saltare da Yildiz nell’azione del 57’ e rischia grosso su Vlahovic nel primo tempo. Però tiene botta nel finale. Ci si aspetta sempre di più.

Ranieri – 6,5 | Coraggioso. Gestisce bene diversi duelli e prova anche a calmare la curva nel momento dei cori. Non perfetto, ma uno dei più affidabili dietro. Resta capitano e cerca di farlo vedere.

Dodò – 5,5 | Timido. Spinge poco, si vede pochissimo nella metà campo avversaria. Qualche sbavatura in fase di copertura. Esce all’intervallo. Manca il Dodó dei giorni migliori. Così é uno qualunque.

Mandragora – 7,5 | Illuminato. Gol meraviglioso, da cinema. Sinistro da fuori che rimette la partita in equilibrio. In mezzo corre, ringhia e si prende responsabilità. Questa è la sua miglior versione stagionale. Non é il massimo ma una buona ripartenza.

Fagioli – 6 | Ordinato. Pulisce palloni, fa girare la squadra con precisione, ma senza accendere davvero la manovra. Cresce nella ripresa ma anche da lui serve quslcosa di più. In quel ruolo serve altro.

Sohm – 6 | Operaio. Molti strappi, tanta fisicità, poca qualità negli ultimi metri. Si vede poco ma fa legna, anche se si vede che a volte gli manca la brillantezza per incidere.

Parisi – 6 | Generoso. Alti e bassi. Bene quando attacca lo spazio, meno quando deve difendere su Cambiaso. Comunque utile fino all’uscita.

Piccoli – 5 | Sbiadito. Pochi palloni buoni, non riesce mai a girarsi o attaccare la profondità. Prestazione complicata contro un Kelly in grande serata. É probabile che il prezzo del cartellino gli pesi troppo.

Kean – 7 | Trascinante. La traversa del 25’ grida vendetta. Fa sportellate, crea pericoli, lavora per la squadra. Suo l’assist di petto per il gol di Mandragora. È vivo, voglioso, finalmente concreto. Il vero leader di questa squadra. Gli manca solo il gol.

Subentrati

Fortini – 6,5 | Frizzante. Entra bene, subito dentro la partita. Cross pericolosi, ritmo alto, personalità. Una bella sorpresa. Ma forse sorpresa non lo é più.

Ndour – 6 | Essenziale. Poche giocate, ma pulite. Non cambia l’inerzia ma si posiziona con ordine.

Gudmundsson – 6 | Tecnico. Non trova ancora la scintilla, ma si propone, si muove tra le linee e prova a dare imprevedibilità. Manca l’ultimo passaggio ma deve giocare dall’inizio.

Kouadio – 6 | Vivo. Entra per necessità ma si fa trovare pronto. Bene l’impatto, attento in copertura e propositivo nei primi minuti in campo.

Viti – 6 | Solido. Subentra per dare sicurezza e svolge il compito senza sbavature.

Vanoli – 6,5 | Reattivo. Intervallo decisivo: Fortini dentro, ritmo subito più alto. La squadra risponde, lotta, rimonta e rischia anche di vincerla. Un passo avanti

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