La Viola arriva all’Olimpico, nell’ultimo turno del girone di andata di campionato, fiduciosa di dare continuità dopo il successo di domenica sul proprio campo ai danni della Cremonese. Di fronte una Lazio rimaneggiata a causa delle squalifiche di Marusic e Noslin, e senza Castellanos, ceduto in Premier League.
Vanoli, che affronta per la prima volta Sarri, propone gli stessi undici di domenica, salvo l’inserimento di Gosens al posto di Viti.
Avvio di marca biancoceleste con la Fiorentina costretta a subire per almeno una decina di minuti. Poi la formazione di Vanoli riesce a guadagnare campo, ma sono i padroni di casa a impegnare De Gea che respinge sul rasoterra di Basic.
Al quarto d’ora, su errore di Comuzzo, la Lazio ha l’occasione di passare. Per fortuna Isaksen sbaglia l’ultimo passaggio e la Viola si salva. Padroni di casa ancora pericolosi, stavolta da calci da fermo: Mandragora prima, poi De Gea e Fagioli rimediano. Due cartellini gialli nel giro di due minuti per Pongracic e Gosens, a testimoniare il momento di difficoltà: la Viola è di nuovo costretta a difendersi, abbassandosi anche con gli esterni Parisi e Gudmundsson.
Alla mezzora Sarri deve fare a meno anche di Basic, al suo posto entra Vecino. Il ritmo rallenta e la Fiorentina può rifiatare e chiudere indenne il primo tempo.
Nella ripresa è Gudmundsson a cercare la via del gol, concludendo di tacco ma senza impensierire più di tanto Provedel. Ma è la Lazio a passare, al 52′ con l’ex Cataldi, bravo a inserirsi sulla respinta di Comuzzo.
Vantaggio che dura pochissimo, perché Gosens, al minuto 56, scatta sul filo del fuorigioco e segna sul palo opposto. La Viola ci crede e arriva al tiro con Parisi. Poi spazio a Kean che rileva Piccoli.
Occasionissima per i padroni di casa al 75′ con Gila e miracolo di De Gea, ma dieci minuti dopo Gudmundsson si procura un calcio di rigore (Sozza è chiamato a rivedere al monitor) e lo trasforma in gol nonostante la deviazione di Provedel.
Ma purtroppo la partita non finisce qui perché al 94′ la Lazio la pareggia con Pedro, su rigore, per una trattenuta di Comuzzo su Zaccagni.
È comunque una Fiorentina combattiva che ha sfiorato il primo successo in trasferta, forse immeritatamente per quanto visto in campo, ma ciò che conta è fare punti e crederci fino alla fine.