Stasera a Roma si è rivista la Fiorentina versione squadra forte, nel senso che, pur costretta dalla Lazio sulla difensiva, ha giocato la partita da pari a pari. Va comunque detto che alla Lazio stasera mancavano diversi giocatori, cosa che ha agevolato il compito della Viola.
Ai biancocelesti non è mancato un tale Danilo Cataldi, mediano che Pradè era riuscito ad avere l’anno scorso in prestito gratuito con diritto di riscatto a quattro milioni, che a giugno non ha inspiegabilmente riscattato, e che stasera al 52’ ha marcato il bel gol del vantaggio laziale.
Fortunatamente quattro minuti dopo Gosens è tornato al gol, abile ad inserirsi in area imbeccato da un geniale assist di Fagioli. Fino a oggi i giornalisti viola lo mettevano nella lista dei cedibili, domani chissà cosa diranno.
Gudmundsson ha giocato a centrocampo sulla fascia sinistra. Ha portato la croce, ma è anche riuscito a cantare, prima con un colpo di tacco parato da Provedel, poi con un tiro, parato anch’esso, ancora con la discesa in area sulla quale si procura il rigore, e infine con la trasformazione dal dischetto.
Per qualche minuto abbiamo assaporato il gusto della vittoria in trasferta, fino al rigore per la Lazio causato da un fallo di Comuzzo, stasera spesso in difficoltà. La Viola porta comunque a casa un punto prezioso, e muove la classifica.
PS: li ho sentiti solo io i fischi organizzati a Solomon (subentrato nel secondo tempo a Ndour) ogni volta che toccava la palla? I tifosi della Lazio confermano di essere quello che sono: burini o fascisti (o fascisti burini).