Siamo alla 20a giornata di campionato. Nelle prime 10 con Pioli abbiamo fatto 4 punti, nelle altre 10 con Vanoli ne abbiamo fatti 10. Per dirla tutta, Pioli ha avuto partite più difficili del suo successore. Tuttavia, il passaggio da una media di 0.4 a 1 punto a partita c’è. Ed è il primo fatto su cui riflettere.
Secondo fatto: Vanoli nelle prime 5 partite di campionato ha fatto solo 2 punti (con un rendimento simile in Europa), ma ben 8 nelle successive 5. Di nuovo, la stessa media di 0.4 punti prima, seguita poi da una di 1.6.
Terzo fatto: salvo i pochi minuti disputati da Salomon e Brescianini, in queste ultime 5 partite sono andati in campo gli stessi giocatori di prima. È la stessa proprietà che tifosi e giornalisti stanno contestando, sono gli stessi dirigenti (Paratici non è ancora arrivato) che gli stessi disprezzano, ed è lo stesso allenatore del quale fino a pochi giorni fa i giornalisti evocavano la sostituzione con Gotti o Cioffi.
Lasciando da parte la questione della preparazione fisica fatta da Pioli, sulla quale è impossibile dire alcunché, vedo un solo cambiamento: dall’Udinese in poi, il modulo tattico è passato al 4-5-1. Il cambio significa soprattutto che le fasce sono presidiate ciascuna da due giocatori (Dodo e Parisi a destra, Gosens e Gudmundsson a sinistra), mentre prima vi stazionavano i soli terzini.
Come sappiamo, Italiano non prese mai in considerazione il passaggio alla difesa a tre, pur avendo un tris (Quarta, Milenkovic e Ranieri, oltre ai laterali Dodo e Kayode, e Biraghi e Parisi) adattissimo allo scopo. La schierò a tre solo in spezzoni di finale di partita, e dall’inizio solo una volta (in Coppa Italia contro il Bologna – vittoria viola ai rigori). Palladino oscillò fra i due moduli, e anche Pioli provò con il Como la difesa a 4, che poi non ripeté, a causa della sconfitta e dell’infortunio a Lamptey.
Non vi è un modulo migliore dell’altro. Ci sono le preferenze degli allenatori, le caratteristiche dei giocatori, e pragmaticamente c’è quello che funziona meglio, per amalgama o altro. Sembra che la Fiorentina oggi renda meglio con la difesa a 4 supportata da 5 centrocampisti. Il modulo è per me un 4-5-1 e non un 4-3-3 come dicono gli altri siti. Gudmundsson e Parisi stanno infatti giocando sulla linea del centrocampo e non su quella dell’attacco.
E, l’acquisto di Solomon, la cessione di Pablo Mari e le voci di mercato di questi giorni sembrano confermare che la scelta di Vanoli sia, almeno per questa stagione, definitiva.
I tre fatti citati confermano anche quanto avevo scritto in passato, quando le cose andavano male, e tutti i commentatori (compresi ahimè alcuni miei colleghi di questo blog) parlavano di una retrocessione in Serie B quasi inevitabile prendendosela con la società: confermano che la crisi della Fiorentina era (è) un mero fatto tecnico, non una conseguenza di un fatto dirigenziale.
Se avessimo tenuto sin dall’inizio la media punti delle ultime 5 partite, anche facendoci un po’ di tara, saremmo fra il 7° e il 9° posto, al livello di Atalanta, Lazio e Bologna. Una posizione non esaltante, ma in linea con l’andamento delle ultime stagioni. E i discorsi attorno alla Fiorentina sarebbero stati ben altri.