Non è un caso se la Fiorentina è terzultima in classifica, perché è evidente e chiaro che questa è stata una formazione tecnicamente mane allestita. Ma nella partita di ieri sera, con tutti gli errori e i limiti, era riuscita a ribaltare il risultato e, fino a 15 minuti dalla fine, sembrava riuscire a gestire.
I cambi dell’allenatore del Toro Baroni hanno però fatto la differenza in positivo, mentre quelli dell’allenatore della Fiorentina no: Vanoli ha fatto scelte difensive consegnando il comando del match ai granata, rinunciando così a giocare in avanti. E la Viola, che sa difendere male, ha subito gol a due minuti dalla fine, in pieno recupero.
È evidente che certe connessioni tra l’allenatore e la squadra non ci sono: schierarsi a cinque in difesa non vuole dire appiattirsi ma avere un po’ più ordine e ripartire. Invece i subentranti sono sembrati fuori dalla voglia di giocare e combattere: Ndour, Piccoli, Fabbian hanno avuto impatto zero sulla gara e le fragilità che ci fanno stare in basso in classifica sono riemerse tutte.
Vanoli deve insistere con interpreti che hanno anche mentalità tenace e combattiva, lasciando per il momento in standby calciatori che sono da troppo tempo in down tecnico e psicologico. E inoltre confrontarsi con Paratici: per salvarsi occorre anche coraggio. E lì il nostro mister deve migliorare.
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