Da Losanna a Bialystok è una Fiorentina completamente trasformata, nell’atteggiamento, nel gioco, e nel risultato. Stasera c’erano solo due nuovi acquisti di gennaio – Fabbian e Harrison, ma la trasformazione della Viola non è spiegabile con il loro innesto; ma con un gioco e un assetto finalmente (ri)trovato.
La partita di stasera è stata la continuazione di quella di Como; poi è vero che i polacchi, dopo un buon primo tempo, sono, a differenza dei lariani, calati nella ripresa, allorché la Viola è dilagata, con Ranieri prima, complice – va detto – un portiere avversario non impeccabile, con Mandragora su calcio di punizione dopo, e con Piccoli alla fine.
Lo Jagiellonia ha avuto sullo 0-1 il suo momento, e la Fiorentina ha tremato: un gol annulato per fuorigioco e un calcio di punizione sul palo. Ci è andata bene; questa sera la nostra porta è rimasta inviolata.
Finisce con qualche cartellino giallo (Mandragora era diffidato) e con la squadra che ipoteca il passaggio del turno.