Il commento
Otto gradi sotto zero, campo spelacchiato, ambiente caldo (loro) e noi pieni di riserve e di ragazzi. Alla vigilia l’allenatore dello Jagiellonia aveva fatto lo spiritoso, parlando di Fiorentina “in difficoltà” e di occasione storica da sfruttare.
L’occasione é stata sfruttata sì. Ma da noi.
Il primo tempo è stato vero inverno polacco: sofferenza, palloni buttati in area, Mazurek e Pozo che crossano da ogni lato, Fortini che rischia la frittata, Wdowik che prende il palo su punizione. Noi un po’ contratti, un po’ bloccati. Ma vivi.
Poi nel secondo tempo cambia tutto.
Ranieri al 53’ con la fascia da capitano, colpisce di testa su cross di Fazzini e fa l’1-0: partita girata. Mandragora al 65’ mette un sinistro a giro sotto la traversa che fa calare il silenzio sullo stadio. Piccoli all’81’ si procura e trasforma il rigore del 3-0 con una freddezza che sa di maturità europea.
Non è stata una Fiorentina spettacolare. È stata una Fiorentina intelligente. Cinica. Solida. Squadra. Paratici lo aveva detto e si inizia a vedere il cambiamento.
Il gelo è rimasto finalmente sugli spalti. Il calore ce lo portiamo a Firenze. Ora testa al Pisa. Ma questa vittoria pesa. E tanto.
Le pagelle
Lezzerini – 6,5 | Presente. Partita sporca, fredda, piena di palloni vaganti in area. Lui non sbaglia quasi nulla. Esce basso quando serve, blocca Mazurek con coraggio e resta lucido anche quando lo Jagiellonia alza i giri. Il palo di Wdowik lo salva, ma la sensazione è che fosse dentro la partita.
Fortini – 6 | Coraggioso. All’inizio balla, e quel quasi autogol mi ha fatto gelare più del clima polacco. Però non si scioglie. Tiene botta, chiude in corner quando serve e non si nasconde. Serata da battaglia vera.
Comuzzo – 6,5 | Affidabile. Non fa cose appariscenti, ma legge bene le traiettorie e anticipa Imaz con personalità. In mezzo al gelo e alla pressione iniziale, è uno di quelli che non perde mai la bussola. Nonostante con i piedi sbagli molti appoggi.
Ranieri – 7 | Leader. Capitano vero. Prima salva su Bazdar con una chiusura da difensore navigato, poi si prende la scena con quella zuccata che cambia la partita. Non è solo il gol: è l’atteggiamento, la voce, la presenza. La panchina gli ha fatto bene. É tornato umile e guerriero.
Gosens – 6,5 | Motore. Non è ancora al massimo. Ma spinge, rincorre, anticipa Pozo in un momento delicato e mette dentro palloni interessanti. Non sempre preciso, ma è uno che si sente. E in queste partite serve gente così.
Fabbian – 6 | Vivo. Sembra ancora non aver trovato la posizione in campo. Vanoli lo sta cercando di fare. Comunque é dentro la gara. Il destro nel primo tempo costringe Abramowicz al miracolo: lì poteva cambiare tutto. Si muove tanto, si fa trovare, prova a dare qualità su un campo che qualità non ne permetteva tanta. Ha numeri che ancora non si riescono a vedere.
Mandragora – 7,5 | Pennellatore. Primo tempo nervoso, anche ammonito. Poi, quando la partita rischiava di scivolare, mette quel sinistro a giro sotto la traversa che è una carezza violenta. Gol da leader tecnico. E in Europa pesa il doppio.
Ndour – 6 | Fisico. Alterna cose buone a qualche imprecisione, ma non molla mai. Ci prova da fuori, combatte sui secondi palloni. Non è ancora continuo, ma c’è.
Harrison – 5,5 | Timido. Oggi mi è piaciuto meno delle altre volte. Forse non gradiva il gelo. Qualche movimento interessante, ma non incide davvero. In una serata così serviva più personalità negli ultimi metri.
Piccoli – 6 | Freddo. Non è una partita piena di palloni giocabili per lui. Si sbatte, lotta, poi ha il merito più grande: si procura il rigore e lo trasforma con sicurezza. Il 3-0 è la firma sulla qualificazione. E lui non trema.
Fazzini – 6+ | Intelligente. Non sempre brillante, ma sempre dentro le azioni decisive. Il cross per Ranieri è perfetto, l’azione che porta al rigore nasce anche dalla sua iniziativa. Si prende un giallo, lotta su ogni pallone. Cresce nelle partite che contano. Vorrei vederlo più spesso.
Subentrati
Pongracic – 6 | Concentrato. Entra al posto del capitano e non fa danni. Ordinato, pulito, concreto.
Parisi – 6 | Fresco. Dà energia nel finale, subisce fallo e aiuta a tenere alta la squadra quando serve ossigeno.
Balbo – 6 | Applicato. Minuti finali senza fronzoli. Tiene posizione e aiuta a congelare la gara.
Vanoli – 7 | Pragmatico. Soffre nel primo tempo, non si scompone e aspetta il momento giusto. La squadra colpisce su palla inattiva e chiude la gara con lucidità. Tre gol fuori casa in Europa non sono mai casuali. Anche la mano dell’allenatore si vede.