È il Pisa che ha più bisogno di vincere domani: una sua vittoria forse neppure basterebbe per salvarsi, ma un pareggio l’avvicinerebbe – forse definitivamente – alla retrocessione.
A inizio anno quando restavano ventuno partite da giocare, Alessandro Ferrari disse che la tabella di marcia per salvarsi era di sette vittorie, otto pareggi (e sei sconfitte), per un totale di ventotto punti e una media di 1.3 punti a partita. Nelle otto giornate trascorse, sono arrivate tre vittorie, tre pareggi e due sconfitte, per un totale di dodici punti e una media di 1.5 punti a partita.
Questo per dire che col Pisa sarebbe bene vincere, ma se anche dovesse venire fuori un pareggio, non sarebbe un dramma. Per cui, è bene che Vanoli parta da queste considerazioni nel preparare la partita, evitando di mandarla all’attacco come fece col Cagliari. Che sia il Pisa a sbilanciarsi e a lasciarci gli spazi per il contropiede.
Vanoli probabilmente schiererà chi non ha giocato a Bialystok dal primo minuto: De Gea, Dodo, Pongracic, forse Rugani, Parisi, Fagioli, Brescianini, Ndour, Harrison, Solomon e Kean.