Serie A
Fiorentina-Parma
 0-0

Novanta minuti di nulla. Viola lenta, prevedibile e senza idee

Tempo di lettura: 4 minuti circa

Commento

Novanta minuti che scorrono via senza un vero momento da ricordare. Fiorentina–Parma finisce 0-0, ma il problema non è il risultato: è la totale assenza di gioco e di pericolosità. Una partita soporifera, piatta, in cui la Fiorentina tiene il pallone ma non riesce mai a trasformarlo in qualcosa di concreto.

Il Parma si limita a restare compatto, senza neppure dover fare grandi miracoli difensivi. Perché la Fiorentina non accelera mai. Il ritmo è basso, i movimenti senza palla quasi inesistenti, le verticalizzazioni sporadiche. Si gira palla, si torna indietro, si riparte, ma senza mai dare l’impressione di poter davvero fare male.

E dalla panchina l’immagine che resta è quasi simbolica. Vanoli che urla continuamente “Sali, sali”. Una scena che ricorda molto il vecchio “Gioca, gioca” di Iachini. Il problema è che le urla non bastano se manca una struttura di gioco.

La sensazione è che questa squadra non abbia trovato per tutta la stagione un’identità chiara. E allora i limiti emergono tutti. Perché, a dirla senza troppi giri di parole, i giocatori davvero sopra la media sono pochi: Solomon quando sta bene e Kean quando la squadra gioca per lui. Il resto della rosa è da squadra di metà–bassa classifica, che avrebbe bisogno di un sistema di gioco molto chiaro per rendere più di quello che vale.

Invece spesso si vedono giocatori fuori ruolo, piedi invertiti, movimenti confusi. Un esempio è Fabbian: entra, vaga per il campo e non si capisce bene cosa debba fare. Mezzala? Trequartista? Inserimento? Pressione? Tutto e niente. E quando una squadra non sa bene cosa devono fare i suoi uomini, il risultato è quello visto oggi: possesso sterile e nessun pericolo.

A questo punto il vero dubbio non è la partita di oggi, ma il finale di stagione. Restare con Vanoli fino alla fine oppure provare a cambiare per dare una scossa?

Cambiare tanto per cambiare spesso non serve, ma restare fermi quando la squadra non cresce può diventare ancora più rischioso.

Il problema è che dopo Vanoli bisognerebbe anche capire chi prendere. Perché senza un’idea di gioco forte, con questa rosa, il rischio è di restare esattamente dove siamo ora: in mezzo al nulla.

Pagelle

De Gea – 6 | Spettatore. Serata tranquilla. Il Parma non lo impegna quasi mai e lui si limita all’ordinaria amministrazione. Una presenza silenziosa.

Dodò – 5,5 | Frenato. Spinge meno del solito e quando arriva sul fondo non trova mai il cross giusto. Prestazione senza errori gravi ma anche senza impatto.

Pongracic – 6 | Attento. Controlla bene le poche ripartenze del Parma. Difensivamente non sbaglia, ma la partita non lo mette mai davvero alla prova.

Ranieri – 6 | Ordinato. Solita gara di attenzione e fisicità. Tiene la linea e non concede molto. Anche per lui una serata più di gestione che di battaglia.

Gosens – 5,5 | Spento. Prova a spingere ma lo fa con poca convinzione. Non arriva mai quella corsa profonda che dovrebbe creare pericolo.

Mandragora – 5,5 | Scolastico.Tanti tocchi, pochi rischi. Gestisce il pallone ma non accelera mai il gioco. In una partita così serviva più personalità.

Fagioli – 5,5 | Timido. Dovrebbe essere il regista tecnico ma non trova mai la giocata verticale. Si limita a far girare il pallone senza incidere.

Ndour – 5,5 | Macchinoso.Fisicità e corsa, ma poca lucidità negli ultimi metri. Non riesce a dare ritmo né inserimenti pericolosi.

Harrison – 5 | Invisibile. Doveva essere l’uomo dell’imprevedibilità, invece sparisce quasi subito dalla partita. Pochi palloni giocati e zero pericoli creati.

Gudmundsson – 5 | Deludente.Altro pomeriggio complicato. Mai un guizzo, mai un’accelerazione, mai la giocata che accende la squadra. Un talento che resta ancora inespresso.

Piccoli – 5 | Isolato. Combatte ma riceve pochissimi palloni giocabili. Finisce ingabbiato tra i centrali del Parma e non riesce mai a rendersi pericoloso.

Subentrati

Fabbian – 5 | Spaesato. Entra ma sembra vagare per il campo senza un ruolo preciso. Non si capisce se debba inserirsi, costruire o pressare. E quando succede questo, significa che qualcosa nel sistema non funziona.

Comuzzo – 6 | Preciso. Entra per Pongracic e si piazza con ordine. Difende senza sbavature.

Brescianini – 5,5 | Poco incisivo.Sostituisce Ndour a pochi minuti dalla fine e ha poco tempo per cambiare il ritmo della partita.

Fazzini – 5,5 | Confuso. Entra per Harrison ma vaga un po’ per il campo senza trovare una posizione chiara. Qualche tentativo, ma nulla che cambi la gara.

Vanoli – 5 | Confuso. Dalla panchina si sente soprattutto “Sali, sali”. Ma il problema non è quanto si urla, è come si gioca. E oggi la Fiorentina non ha mostrato né ritmo né idee.

La squadra non ha ritmo, non ha idee e soprattutto non ha identità offensiva. Il possesso palla è sterile e non porta mai pericoli. Contro un Parma ordinato ma tutt’altro che irresistibile, la Fiorentina non trova nemmeno uno squillo vero. Ed è questo il dato più preoccupante.

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