domenica 30 Agosto 2026

GROSSO, MA CHE FIORENTINA È? NEL GIORNO DEI 100 ANNI TI FAI FARE LA FESTA DAL FROSINONE?

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IL COMMENTO

Doveva essere una festa. È diventata una delle serate più brutte che potessimo immaginare.

Fiorentina-Frosinone 0-3. Al Franchi. Nel giorno del centenario.

E purtroppo il risultato non racconta neppure tutto.

Perché si può perdere. Si può anche perdere male. Ma quello che preoccupa davvero è vedere una Fiorentina che, dopo due mesi di lavoro, non sembra ancora sapere cosa vuole fare da grande.

Il Frosinone sì.

Alvini ha messo in campo una squadra semplice, organizzata, aggressiva, con giocatori che sapevano esattamente dove andare e cosa fare.

Noi?

Un po’ a destra, un po’ a sinistra. Mastantuono che prova a inventarsi qualcosa. Valdepenas che corre. Oulai che cerca di fare quslcosa in mezzo al campo senza avere il supporto necessario. Gudmundsson che continua a cercare se stesso. Pellegrino lasciato davanti ad aspettare palloni. E in mezzo una squadra lunghissima, senza ritmo e troppo spesso senza idee.

Poi certo: due pali, qualche occasione e magari con un episodio diverso la partita avrebbe potuto prendere un’altra strada.

Ma non nascondiamoci dietro gli episodi.

Dopo Roma avevamo detto: aspettiamo.

Dopo il Frosinone diventa molto più difficile.

Due partite, zero punti, zero gol fatti, sette subiti.

Numeri che fanno impressione, soprattutto considerando che questa Fiorentina, almeno sulla carta, non è certo una squadra da fondo classifica.

Ed è proprio qui che iniziano le responsabilità di Fabio Grosso.

Paratici ha cambiato tanto e probabilmente cambierà ancora qualcosa negli ultimi giorni di mercato. Io continuo a pensare che questa rosa abbia qualità e che il mercato abbia portato giocatori interessanti.

Ma adesso qualcuno deve metterli insieme.

Perché non possiamo aspettare ogni volta che Mastantuono inventi una giocata o che qualcuno risolva la partita da solo.

Serve un gioco. Serve una squadra.

Serve soprattutto capire quale Fiorentina abbia in testa Grosso, perché dopo il precampionato e queste prime due giornate, sinceramente, io ancora non l’ho capito.

E credo di non essere l’unico.

Nel giorno dei cento anni meritavamo tutt’altra Fiorentina.

LE PAGELLE

DE GEA – 5,5 | ABBANDONATO
Tre gol presi, ma il problema principale è tutto quello che succede davanti a lui. Troppo facile arrivare dalle sue parti.

JIMENEZ – 4,5 | CONFUSO
Corre, prova a spingere, poi spesso sbaglia la scelta. Dietro soffre e davanti combina poco. Serata da dimenticare.

DRAGUSIN – 4,5 | TRAVOLTO
Doveva portare sicurezza. Finisce invece dentro il caos generale. Sul secondo gol viene sovrastato. Non ci siamo.

PONGRACIC – 4,5 | ANCORA NO
Continuano le incertezze. Qualche rischio di troppo, letture sbagliate e poca sicurezza. Grosso lo cambia dopo un’ora.

VALDEPENAS – 6,5 | ALMENO LUI
Corre, spinge, arriva sul fondo, prende un palo. Non tutto gli riesce, ma è uno dei pochissimi che prova continuamente a cambiare la partita. A vent’anni dà l’esempio a molti.

OULAI – 6 | QUALCHE LAMPO
Insieme a Mastantuono è uno dei pochi che prova ad accendere qualcosa. Ha qualità, cerca la giocata e prova a dare un senso alla manovra. In fase difensiva tampona come può le scorribande avversarie. Ancora da costruire, certo, ma almeno fa vedere qualcosa.

NDOUR – 4,5 | IN DIFFICOLTÀ
Lento, poco presente, soffre il centrocampo del Frosinone. Una conclusione nella ripresa e poco altro.

ATTA – 5 | DOV’È?
Questa è la domanda. Mezzala? Trequartista? Esterno? Si muove molto ma incide pochissimo. E forse anche lui deve ancora capire esattamente cosa gli viene chiesto.

GUDMUNDSSON – 4,5 | IL MISTERO CONTINUA
Ha l’occasione per cambiare la partita e la spreca. Poi calci piazzati sbagliati, poche accelerazioni, pochissimo peso offensivo. Da un giocatore con la sua qualità continuiamo ad aspettarci molto di più.

MASTANTUONO – 6,5 | UN’ALTRA CATEGORIA
Quando prende palla almeno si accende il Franchi. Palo, dribbling, conclusioni, idee. A volte esagera? Sì. Ma forse perché guarda intorno e pensa: qualcuno dovrà pur provarci.

PELLEGRINO – 5 | ABBANDONATO DAVANTI
Riceve pochi palloni e quasi sempre male. Però anche lui deve riuscire a farsi vedere di più. Una punta non può attraversare la partita così.

I SUBENTRATI

FAGIOLI – 5,5 | TROPPO POCO
Dovrebbe aggiungere qualità e ordine. Qualcosa fa, ma la partita non cambia.

VIERY – 5,5 | DENTRO IL NAUFRAGIO
Entra quando dietro ormai balliamo ad ogni attacco.

MANDRAGORA – 5,5 | ORDINARIO
Qualche pallone, una punizione. Non basta.

BRESCIANINI – 5,5 | SENZA INCIDERE
Mette energia ma non cambia nulla.

JOAO MARIO – S.V.

GROSSO – 4 | ADESSO TOCCA A TE

Questa volta il voto più importante è il suo.

Perché il Frosinone non ha vinto grazie a fenomeni. Ha vinto perché sembrava una squadra.

La Fiorentina no.

E dopo due mesi di lavoro questo comincia a diventare un problema.

Il mercato potrà ancora aiutare. Paratici potrà aggiungere qualche giocatore.

Ma da lunedì il problema principale non sarà più chi deve arrivare.

Sarà capire come far giocare quelli che ci sono già.

Perché perdere 0-3 contro il Frosinone nel giorno dei cento anni della Fiorentina fa malissimo.

Ma vedere una squadra senza identità, forse, fa ancora più male.

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