Verso Natale, radio mercato ha detto che la Fiorentina era sul punto di ingaggiare Fabio Paratici come direttore tecnico. Nessuno ha notato che, detta così, la cosa stava a significare che Paratici avrebbe preso il posto lasciato vacante da Goretti a novembre, allorché fu promosso a direttore sportivo nel posto lasciato da Pradè.
Se così fosse, Paratici sarebbe un subordinato di Goretti, come Goretti lo era di Pradè. La cosa cozza con le grandi attese che il non-annuncio di Paratici ha destato nei giornalisti e nei tifosi che li ascoltano: rivoluzione nella società. E cozza con lo status professionale di Paratici: è co-direttore sportivo al Tottenham Hotspur, verrebbe a Firenze a fare il vice di Goretti? Cozza infine con l’indiscrezione sullo stipendio che andrebbe a percepire: 1.2 milioni netti all’anno, che è uno stipendio molto alto per un dirigente della Fiorentina.
Nell’attesa, si può solo aspettare. Perché, dopo la conferma di Ferrari, che il 1° gennaio ha detto che la Fiorentina sta cercando un nuovo dirigente, non è successo niente. Paratici è tuttora co-direttore sportivo del Tottenham Hotspur, e ufficialmente non è stato lui a portare Manor Solomon in viola.
Quello che si può dire è che l’attesa di Paratici sta facendo sognare la piazza, così come a giugno la faceva sognare l’arrivo di Pioli. In entrambi i casi c’era la sottovalutazione di chi c’era (Palladino e Goretti) e la sopravvalutazione del nome nuovo.
Paratici non va in campo e non fa gol. E chi c’è oggi non è uno sprovveduto, checché ne dicano i capipopolo.
Quello che c’è da tenere d’occhio è però il fatto che Rocco Commisso non viene più a Firenze, e che viene sempre più spesso evocata è la “famiglia Commisso” e non lui. La famiglia Commisso è dunque di fatto l’equivalente di un fondo proprietario, con Ferrari a rappresentarla a Firenze. Sarà interessante vedere quale sarà il nuovo organigramma quando e se Paratici verrà finalmente annunciato.