Ancora inspiegabilmente Milenkovic – il miglior difensore che abbiamo – in panchina; ancora tre attaccanti – Sottil, Beltran e Nzola – con Bonaventura immaginando che si possa attaccare dominando, ma in realtà siamo solo sbilanciati; due pali colpiti dal Lecce in azioni di contropiede; un altro contropiede che Quarta spezza con un fallo da ultimo uomo: per pochi centimetri il fallo è fuori area. Per fortuna è solo ammonizione per l’argentino, ma sul seguente calcio di punizione Oudin indovina il buco nella barriera viola ed è 1-0.
Il primo tempo si chiude con la Fiorentina che ha tenuto la palla il doppio del tempo e che ha effettuato il doppio dei passaggi del Lecce, ma senza avere fatto un solo tiro in porta.
Nella ripresa, Italiano mette Milenkovic al posto di Quarta, e Bonaventura per Belotti: si passa al 4-2-4 della disperazione per riacciuffare il risultato. E Mandragora per Duncan. Quest’ultima mossa è quella fortunata: l’ex-Torino indovina un tiro raso terra da fuori area e pareggia. La Fiorentina diventa più incisiva, e il Lecce pare in difficoltà. Pochi minuti dopo, Beltran segna di rapina esattamente come aveva fatto a Monza. E poi è Lopez a tirare dal limite dell’area raso terra, ma questa volta Falcone para. C’è tempo per una traversa di Belotti, che ci fa pensare che il risultato sia al sicuro. Non lo è. Difficile dire come i viola riescano a prendere due gol nei minuti di recupero, che vanificano lo sforzo fatto nei 45 minuti precedenti, e che riportano la partita alla situazione horror del primo tempo.