Italia-Croazia finisce 1-1, e racconta una partita intensa e ricca di emozioni anche se la qualità scarseggia e si vede.
Gli azzurri guadagnano un punto prezioso grazie al gol di Zaccagni, assicurandosi così la qualificazione agli ottavi di finale. Tuttavia, è evidente la mancanza di giocatori di qualità che possano fare la differenza nei momenti cruciali.
La prima occasione per l’Italia arriva al 21′: un bel cross di Calafiori trova Retegui, che stacca di testa ma, a causa di una leggera deviazione di Gvardiol, la palla esce di poco. Pochi minuti dopo, al 27′, è Bastoni a sfiorare la rete con un colpo di testa, ma il portiere croato Livakovic compie un intervento prodigioso e mantiene il risultato sullo 0-0.
Nella ripresa, la partita cambia volto. Un mani di Frattesi in area concede alla Croazia un calcio di rigore. Donnarumma riesce inizialmente a ipnotizzare Modric dagli undici metri, ma dopo un tocco di Budimir, il veterano croato trova il tap in vincente, portando la Croazia in vantaggio.
Gli azzurri però non si arrendono e nel finale, su assist di Calafiori, Zaccagni trova il gol decisivo che fissa il risultato sull’1-1, garantendo all’Italia il passaggio del turno. Nonostante il risultato positivo, la squadra ha mostrato diverse lacune, soprattutto nella gestione del possesso palla. Si perdono troppi palloni in uscita, una problematica che evidenzia la mancanza di qualità a centrocampo. Anche i migliori, come Barella e Jorginho, appaiono spesso limitati a svolgere il compitino, senza riuscire a imporsi con decisione e creatività.
Una menzione speciale va fatta però a Calafiori, uomo in più e determinante. Grande quantità ma anche qualità.
In definitiva, una partita combattuta dove l’Italia ha dimostrato carattere e determinazione, ma la qualificazione agli ottavi di finale deve essere accompagnata da una riflessione sulla necessità di migliorare la qualità e l’efficacia del gioco, soprattutto in mezzo al campo.