Fa discutere l’acquisto dalla Juventus di Moise Kean. Io non lo avrei comprato; tuttavia, cerco di mettermi nei panni di Daniele Pradè per spiegare la logica che ha portato a questa scelta.
A giugno 2022 la scelta del direttore sportivo viola cadde su Luka Jovic. L’acquisto del centravanti serbo ha dei punti in comune con quello di Kean: esplosi entrambi da giovani, ma deludenti in seguito in grandi squadre, e da rilanciare.
Andate a rileggervi l’articolo L’affare Jovic spiegato: la Fiorentina lo comprò gratis accollandosi metà dello stipendio per due anni (l’altra metà – credo – gliela pagò in qualche modo il Real Madrid). Se l’acquisto avesse reso, sarebbe stata l’operazione del secolo. Non funzionò; Jovic fece in campionato solo 6 gol in 1528 minuti (praticamente un gol ogni tre partite), e la Fiorentina lo regalò al Milan, che cercava un attaccante di riserva.
Per la serie “come è andata a finire”, quest’anno Jovic ha segnato di nuovo 6 gol, ma in soli 868 minuti giocati: rendimento quasi doppio rispetto alla stagione in viola, media addirittura di poco superiore a quella del titolare Giroud (anche se il francese ha fatto più assist), guadagnandosi la conferma in maglia rossonera.
In proporzione, è come se l’anno scorso in viola Jovic avesse fatto 10 gol: se fosse stato così, credo che la Fiorentina lo avrebbe confermato. Invece gli abbiamo fatto fare un anno di rodaggio nel calcio italiano, per poi darlo al Milan.
Ora arriva Kean. Benché polivalente, pare che giocherà come centravanti. Anche nel caso dell’ex-Juventus, probabilmente l’idea di Pradè è quella di tentare di prendere un giocatore di valore più alto rispetto a Nzola o ai nomi sin qui fatti dai giornali (Pinamonti, Retegui, Lucca) senza spendere il prezzo pieno di un grande sulla cresta dell’onda.
Alla luce dei ripetuti fallimenti dei predecessori e alla luce del rilancio altrove di Jovic, viene da chiedersi dove i dirigenti e la piazza viola metteranno questa volta l’asticella che separa un fallimento da un successo. In altre parole, quanto sapranno attenderlo. Il mezzo errore compiuto con Jovic, preso in antipatia dalla piazza, non ha probabilmente insegnato nulla, come prova il rigetto dei tifosi verso Nzola.