domenica 18 Ottobre 2026

Fiorentina, il risultato fa male. Ma questa squadra è viva: adesso serve vincere per continuare a crederci

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Il commento

Io oggi ho visto una Fiorentina in partita, capace di giocare alla pari con il Como per lunghi tratti. Una squadra che ha creato, cercato il gioco e reagito al doppio svantaggio. Poi guardo il risultato e leggo 1-3. Fa male, certamente. Ma dare un giudizio soltanto sulla base del tabellone significa perdere una parte importante di quello che è successo in campo.

La Fiorentina di Pioli e quella di Grosso ve le ricordate? Io sì. E oggi non ho rivisto quella sensazione di impotenza, di una squadra che non sa come prendere in mano la partita. Ho visto iniziativa, qualità, giocatori che provano la giocata e una formazione che, anche sotto di due gol, trova la forza di ripartire.

Il Como ha avuto il merito di essere più preciso nei momenti decisivi. Liberali e Nico Paz hanno mostrato quanto possa pesare il talento. La Fiorentina ha risposto con Pongracic, ha sfiorato subito il pareggio con Mastantuono e si è vista annullare per fuorigioco il possibile 2-2, ancora del difensore croato. Nella ripresa ha ricominciato attaccando, ma è arrivato il terzo gol di Douvikas. E quando Njie ha avuto sulla testa il pallone per riaprire tutto, ha scheggiato il palo.

Gli episodi pesano. Naturalmente dentro gli episodi ci sono anche gli errori: una marcatura persa, un duello perso, un’occasione sprecata. Su questo bisogna lavorare, perché non possiamo ogni domenica raccontarci soltanto quello che poteva essere. Ma tra riconoscere i difetti e bocciare tutto passa una differenza enorme.

Quello che manca, terribilmente, è la vittoria. Serve alla classifica e serve soprattutto alla testa. Perché una squadra giovane può cominciare a dubitare anche delle cose che le riescono bene, se ogni partita finisce con una delusione. Si forza una giocata, si perde serenità davanti alla porta, si affronta l’episodio successivo con la paura di sbagliare.

Qui devono essere bravi Vanoli e lo staff: correggere gli errori e dare ai giocatori ragioni concrete per credere nel lavoro che stanno facendo. E credo possa essere importante anche un uomo di calcio come Paratici, presente accanto all’allenatore e al gruppo, soprattutto adesso.

Non sto dicendo che vada tutto bene. Con questa classifica sarebbe assurdo. Sto dicendo che oggi ho visto una squadra viva, con possibilità di crescita e con un risultato più pesante della prestazione. La preoccupazione c’è. Ma io questa Fiorentina non la boccio: voglio vederla trasformare quello che costruisce in punti.

Le pagelle

De Gea – 6 | Da lui mi aspetto di più. Nei dieci-quindici minuti in cui il Como prende il sopravvento fa grandi parate e tiene in piedi la Fiorentina. Ma da un portiere del suo livello mi aspetto sempre qualcosa in più: il gol di Douvikas che gli passa sotto le gambe pesa. La sufficienza resta, gli interventi importanti anche, ma quella rete lascia il rammarico.

Jiménez – 6 | Elettrico. La velocità gli permette di recuperare anche quando un controllo lo mette nei guai. Attacca con coraggio e una sua iniziativa procura l’angolo dal quale nasce il gol viola. Qualche imprecisione, ma partecipa e si fa sentire.

Dragusin – 5,5 | In affanno. La mobilità degli attaccanti del Como mette alla prova il reparto e non sempre riesce a dare la sicurezza necessaria. Non gli manca la disponibilità al duello, ma nelle letture e nelle coperture serve maggiore precisione.

Pongracic – 6,5 | Combattivo. Segna il gol che rimette in corsa la Fiorentina e trova anche una splendida conclusione al volo per il pareggio, cancellato dal fuorigioco. Dietro condivide le difficoltà del reparto, ma è tra quelli che provano concretamente a cambiare la partita.

Viery – 5,5 | Intraprendente. Liberali lo supera nell’azione del vantaggio: un episodio che pesa. Ha però il merito di continuare a giocare e accompagnare l’azione. Il suo colpo di testa, salvato sulla linea, prepara il gol di Pongracic. Deve crescere nella difesa dell’uno contro uno.

Ndour – 6 | Generoso. Partecipa alle combinazioni offensive, si sacrifica anche dentro l’area e prova a concludere nella ripresa. Qualche passaggio a vuoto e un’ammonizione evitabile, ma resta coinvolto nella partita. Non basta a proteggere il centrocampo, però il suo contributo c’è.

Fagioli – 6,5 | Lucido. Una bella iniziativa in area all’inizio, il pallone che manda Njie verso la porta nella ripresa e due conclusioni quando la Fiorentina cerca di riaprirla. Prova a dare ordine senza rinunciare a inventare. Tra quelli che tengono accesa la squadra.

Pedro Gonçalves – 6 | Alterno. Mette Njie in movimento e partecipa a una bella combinazione con Ndour e Pellegrino. Sul pallone perso dal quale nasce la conclusione di Da Cunha va però detta tutta: perde palla, sì, ma subisce un fallo apparso evidente e reclamato da tutti. Non si può liquidare quell’episodio come un suo errore. Si vedono idee e qualità, anche se serve più continuità per incidere.

Mastantuono – 6,5 | Imprendibile a tratti. Salta l’uomo, costringe gli avversari al fallo, serve Pellegrino e sfiora il pareggio con una giocata bellissima. È quello che più spesso crea qualcosa. Pesa però il duello perso con Nico Paz nell’azione dell’1-3: una situazione nella quale deve imparare a proteggere meglio il pallone. Talento evidente, da accompagnare nella crescita.

Njie – 5,5 | Sprecone. Arriva più volte dove può fare male: scatta, attacca la profondità, mette in difficoltà la difesa. Poi sbaglia la scelta o la conclusione. Il colpo di testa sul palo, da posizione favorevolissima, è l’occasione che grida di più. La capacità di esserci è un segnale; adesso serve concretizzare.

Pellegrino – 5,5 | Volenteroso. Cerca di dare un riferimento davanti e partecipa ad alcune combinazioni utili. Sull’invito di Mastantuono trova Butez pronto, ma nell’arco della gara manca il guizzo che ci si aspetta dal centravanti. Il lavoro c’è, il peso sotto porta ancora troppo poco.

I subentrati

Gnonto – 6 | Vivace. Entra con voglia, cerca subito la conclusione e dialoga bene con Dodò. Porta movimento e qualche iniziativa utile, anche se manca la giocata decisiva.

Valde – 6 | Disponibile. Entra mentre la squadra deve scoprirsi per recuperare. Prova ad accompagnare la manovra, senza riuscire a lasciare un segno particolare.

Dodò – 6 | Propositivo. Si cerca con Gnonto e arriva sul fondo per mettere un pallone pericoloso in mezzo. Il suo ingresso dà una spinta alla fascia.

Brescianini – 6,5 | Concreto. Prepara l’occasione enorme per Njie con un bel pallone dal fondo. Porta presenza e un contributo immediato: meritava un esito diverso quella sua iniziativa.

Beto – s.v. | Nel finale. Vanoli lo inserisce per aggiungere peso in area, ma il Como si chiude e i palloni utili sono pochi. Troppo poco per un giudizio compiuto.

Vanoli – 6 | Da sostenere, chiamato a incidere. La Fiorentina entra in campo con idee e personalità, crea e reagisce. Questo va riconosciuto. Restano le disattenzioni difensive e la difficoltà a trasformare le occasioni in gol. Prova a cambiare uomini e soluzioni, ma adesso il suo compito più delicato è impedire che la mancanza di risultati tolga fiducia al gruppo. La prestazione offre qualcosa su cui lavorare. La vittoria deve arrivare.

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