Il commento – La Fiorentina, dopo un primo tempo complicato e una Lazio aggressiva, trova nel secondo tempo le forze per ribaltare il risultato grazie all’impatto determinante di Gudmundsson. L’islandese entra e cambia volto alla squadra, confermando di essere un’arma in più per la stagione. Con questa vittoria, i viola dimostrano finalmente carattere e determinazione. Tre punti che potrebbero rappresentare la svolta per poter recitare finalmente un ruolo da protagonisti.
Le Pagelle
De Gea 7, sicuro – Zaccagni e Tavares lo sfidano, ma lui risponde con la solita sicurezza. Sul gol subito? Serve un miracolo che nemmeno lui può fare. Saracinesca vintage.
Martinez Quarta 5.5, sofferente – Fa quel che può contro Isaksen e Zaccagni, ma soffre troppo. Colabrodo difensivo.
Gudmundsson (Dal 46′) 8, glaciale – Basta poco per far capire a tutti che è di un’altra categoria. Due rigori, due gol, e la Fiorentina si trasforma sotto i suoi piedi. Dimostra qualità, visione e intelligenza tattica. Entra subito in partita e si prende la squadra sulle spalle. Preciso e decisivo. Bomber polare.
Comuzzo 6, incostante – Alterna buone chiusure a errori grossolani come quello sul gol di Gila. I compagni di reparto non lo aiutano. Alti e bassi… questa volta più bassi.
Biraghi 4.5, spaesato – Soffre tremendamente il ruolo da centrale difensivo e rischia grosso su ogni avanzata laziale. Esce dopo un primo tempo da dimenticare. Ologramma difensivo.
(Dal 46′ Ranieri 6, ordinato) – Non fa cose mirabolanti ma chiude dove serve. Scolastico ma efficace.
Dodò 7, esplosivo – Ci mette tempo, ma quando si accende diventa inarrestabile. Il rigore della vittoria è suo. Difficile poter pensare ad una viola senza di lui. Finalmente turbo Dodò.
Mandragora 5.5, inconsistente – Troppi palloni persi e poca incisività, fatica a trovare il ritmo giusto. Invisibile a centrocampo.
(Dal 65′ Kouamé 6, confusionario) – Lotta e corre, ma alla fine è più caos che sostanza. Scattante, ma impreciso.
Cataldi 6, sostanzioso – Fa il suo dovere, senza strafare. Nel mezzo del campo tiene botta, ma nulla di più. Cala alla distanza. Regista silenzioso.
(Dal 83′ Adli sv).
Bove 6, versatile – Parte troppo avanzato, faticando a trovare spazi e riferimenti. Decisamente meglio quando arretra a centrocampo, dove può esprimere al meglio le sue qualità. Meglio da mezzala.
Gosens 6, influente – Non la sua miglior partita, ma quando c’è da far valere esperienza e presenza fisica, si fa comunque sentire. Meno appariscente del solito, ma prezioso in alcune situazioni chiave. Veterano affidabile.
Colpani 5.5, sfortunato – La grande occasione la spreca colpendo il palo, e dopo quel momento si spegne. Palo maledetto.
(Dal 81′ Ikoné sv).
Kean 6,5 generoso – Fa reparto da solo, corre e combatte. Ma poi fallisce il colpo di testa che poteva chiudere i conti. Nonostante tutto, resta il primo ad abbracciare Gudmundsson dopo il rigore segnato, dimostrando un’incredibile crescita personale e professionale. Un giocatore che ha saputo calarsi perfettamente nella realtà viola, sorprendendo per dedizione e spirito di sacrificio. Titanico, ma sciupone.
Palladino 6,5, audace – Azzecca tutti i cambi e trasforma la squadra nella ripresa, ribaltando una partita che sembrava compromessa. Oggi sa di avere un Gud in più. Il 6,5 è di incoraggiamento per aver portato a casa, con i giusti cambi, una partita importante. Provi ad essere più intraprendente. Firenze non è Monza.