Sul Lago di Como la Fiorentina si presenta con Ranieri al posto di Comuzzo e con Parisi al posto di Gosens. Il tedesco infatti non sta bene e rimarrà tutto il match in panchina. Harrison parte titolare nella posizione di solito occupata da Parisi. Nella prima parte di gara i ritmi sono bassi, con il Como in palleggio persistente e la Viola che tenta le ripartenze in (diciamo) velocità. Degno di nota al 15′ un corner dove Ranieri tenta un colpo di testa che debole finisce sul fondo.
Dall’altra parte un tiro dalla distanza di Nico Paz che non impensierisce De Gea che blocca facilmente al corpo. Nella melassa generale al 26′ succede una cosa che non ti aspetti: Fagioli raccoglie un pallone respinto al limite dell’area, dopo un primo tiro rimpallato con una finta salta Kempf e poi a tu per tu con Butez la mette all’angolino sul primo palo. Fiorentina in vantaggio!
Risponde subito il Como con un cross dalla destra che trova l’inserimento di Nico Paz che colpisce di prima ma niente di fatto. Il Como prende il possesso della partita ma ci vuole un nostro errore per creare un’azione da gol come al 45′, quando un rinvio sbagliato di De Gea propizia l’azione dei padroni di casa con Baturina che calcia da sinistra ma spara alto. Dopo un minuto di recupero si chiude il primo tempo, Fiorentina avanti come in campionato e in Coppa Italia ma non c’è tranquillità per noi.
Si riparte con un con un doppio cambio nel Como: dentro Moreno e Jesus Rodriguez, fuori Valle e Kuhn. Pronti via, subito la Fiorentina rientra decisa, Kean fa ammonire Kempf, poi Parisi semina il panico sulla trequarti comasca ma il tiro è da dimenticare. La Viola è vicina all’area di rigore avversaria tanto che al 52′ Mandragora viene colpito in piena area da un calcetto di Perrone, pochi dubbi per l’arbitro, è rigore! Va sul dischetto Kean, mette a sedere Butez e calcia alla sua destra, la Fiorentina raddoppia, siamo al 54′.
Il Como accentua il palleggio e inizia il lavoro ai fianchi dei viola, tanto che al 65′ ha un’occasione monumentale. Parisi si addormenta sugli sviluppi di un corner, la palla esce da un rimpallo e Kempf tira da due passi non trovando incredibilmente la porta. C’è una spinta sul difensore viola ma per l’arbitro non c’era nulla, brivido. Qualche minuto dopo il Como si infuria per un presunto rigore per contatto di Harrison su Jesus Rodriguez ma è chiaramente lo spagnolo che cerca il fallo. Panchina lariana agitata, parte un po’ di confusione, Vanoli è infuriato con la panchina del Como per le proteste sul calcio di rigore richiesto e l’arbitro decide di espellere il tecnico viola.
Siamo al 77′ e anche oggi i problemi ce li creiamo noi: arriva un autogol incredibile di Parisi che dopo una spizzata di Morata sbaglia intervento e calcia in porta. De Gea non può nulla e il Como accorcia, Fabiano stava giocando una partita ottima, il calcio è terribile. La gara è nervosa, ogni fischio scatena la bagarre. Dopo un doppio cambio nella Fiorentina – fuori Fagioli e Kean, dentro Ndour e Piccoli – il Como chiede un calcio di rigore perché casualmente la palla finisce sul braccio di Mandragora (ormai questi rigorini non li fischiano più), Rolando si accapiglia con il vecchio “amico” Morata, giallo per tutti e due.
Si gioca sui nervi, la Fiorentina è terrorizzata per un gol allo scadere ma i giocatori del Como non sono lucidi e c’è solo confusione in mezzo al campo. Al 90′ Ranieri si fa sentire su Morata che reagisce platealmente, arbitro e guardalinee li beccano, giallo per tutti e due ma per Alvaro è il secondo, quindi espulso! Arrivano 5 minuti di recupero, il muro della Fiorentina (incredibilmente) regge, addirittura c’è una grande azione in uscita di Pongracic che guadagna anche un corner. La palla non torna più indietro dalla metà campo lariana e il tempo scorre inesorabile, con addirittura Piccoli che non si rende conto di avere sul destro la palla del 3-1. L’arbitro fischia la fine, la Fiorentina vince a Como in maniera del tutto inaspettata e stasera… “Voi comaschi, noi colle Femmine”!
Abbiamo vinto una “partitaccia” finalmente e arriva una boccata d’ossigeno, oggi ci insegna che non bisogna rimpiangere i punti lasciati per strada, dobbiamo andarci a prendere quelli che ci sono ancora a disposizione. Menzione particolare per Fagioli, Parisi e per combattività Harrison e Brescianini.