Per fornire la migliore esperienza, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo.
Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito.
Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Un brodino all’ammalata…
La Fiorentina è una squadra malata, all’ultimo posto in campionato, reduce da sconfitte in sequenza con giocatori impauriti, un presidente che non c’è, un direttore sportivo che se ne è andato e sostituito dal suo vice, e un nuovo allenatore. E proprio a lui tutto l’ambiente si deve raccomandare con i primi timidi segnali di risveglio da cogliere nella partita di Genova.
Innanzitutto il risultato, con un punticino dal quale ripartire, ma anche il gioco sembra un pochino migliorato: c’è più fluidità nella manovra con reparti più vicini e le giocate sembrano più veloci. E anche dal punto di vista mentale la squadra ha tenuto nella bolgia di Marassi fino alla fine, senza sbriciolarsi come accaduto più volte.
Soprattutto appare chiaro che il nuovo allenatore ha come unico obiettivo ottenere i punti per la salvezza senza avere la presunzione di allenare una squadra da Champions. E questa è davvero l’unica strada percorribile. Forza Paolo!
Obiettivo salvezza
Fiorentina, il risultato fa male. Ma questa squadra è viva: adesso serve vincere per continuare a crederci
Quinta sconfitta in campionato. VAR: più dubbi che certezze
Partite, risultati e classifica
Pongracic e Goncalves titolari