lunedì 7 Settembre 2026

EQUILIBRIO, FIRENZE. E ORA TUTTI A SOSTENERE VANOLI

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A Firenze l’equilibrio dura spesso fino alla partita successiva. Si vince e possiamo giocarcela con tutti. Si perde e sono tutti scarsi, l’allenatore non capisce nulla, la società ha sbagliato ogni cosa. Dalle stelle alle stalle. A volte bastano novanta minuti.

Siamo fatti così, almeno un po’. Passionali, esigenti, polemici. La Fiorentina ci entra dentro e condiziona l’umore. Ma qualche volta esageriamo. E quando dico “noi”, mi ci metto anch’io.

Ho criticato duramente quello che abbiamo visto in campo. Quando mancano gioco, organizzazione e carattere, è giusto dirlo. Chi ama questa maglia ha tutto il diritto di chiedere di più. Però dovremmo anche riuscire a mantenere una misura nei giudizi: una vittoria può nascondere problemi, una sconfitta può arrivare anche mentre qualcosa sta migliorando. Bisognerebbe guardare le partite con questa disponibilità, senza avere già pronta la sentenza.

Su Vanoli vorrei partire proprio da qui: proviamo a sostenerlo. Davvero.

Ognuno può avere le proprie preferenze, il proprio allenatore ideale, le proprie perplessità. Ci mancherebbe. Ma adesso vorrei che gli dessimo la possibilità di lavorare, di incidere e di conquistarsi la fiducia attraverso quello che saprà fare. Anche chi avrebbe scelto un altro nome può augurarsi, con convinzione, che Vanoli faccia bene.

Chiediamogli cose concrete: una squadra più compatta, idee riconoscibili, giocatori messi nelle condizioni di rendere, una reazione alle difficoltà. Valutiamo le scelte, i progressi e gli errori. Se ci saranno cose che non funzionano, continueremo a scriverle. Possibilmente senza trasformare ogni formazione in un referendum sulla sua permanenza in panchina.

Naturalmente l’equilibrio riguarda tutti. La società deve assumersi le proprie responsabilità e dare indicazioni credibili. I giocatori devono rispondere con prestazioni, impegno e personalità. Anche chi racconta la Fiorentina dovrebbe pesare i giudizi, evitando di alimentare ogni giorno entusiasmi sproporzionati o catastrofi definitive.

Le responsabilità dei risultati restano a chi costruisce, prepara e porta in campo la squadra. I tifosi hanno già dimostrato quanto tengono alla Fiorentina. Proprio per questo, però, il nostro sostegno può avere un valore: far sentire fiducia quando una giocata non riesce, riconoscere un miglioramento, accompagnare una squadra che prova a rialzarsi.

Possiamo discutere su tutto e ritrovarci dalla stessa parte quando comincia la partita. Vorrei vedere Firenze unita almeno su questo: desiderare che le cose funzionino, anche quando a farle funzionare potrebbe essere qualcuno sul quale avevamo dei dubbi.

Io preferisco ricredermi su un allenatore e vedere vincere la Fiorentina, piuttosto che avere ragione e vederla perdere.

Proviamoci, allora. Un po’ più di equilibrio nei giudizi e tutta la nostra passione nel sostegno. Forza Vanoli e, soprattutto, forza Viola.

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