Oggi torna di moda Vincenzo Italiano, dopo che il suo Besiktas ha battuto l’Olympique di Marsiglia in Europa League. Nei suoi tre anni alla Fiorentina il tecnico siciliano fu apprezzato dai tifosi per il gioco offensivo e a volte spettacolare. Oltre a ciò, va detto che Italiano fu bravo nel comunicare coi tifosi, che lo percepirono come un grande allenatore costretto dai cattivi dirigenti a schierare giocatori non all’altezza, percezione ai loro occhi confermata allorché lasciò spontaneamente la Fiorentina nella primavera del 2024.
I sostenitori di Italiano ammettono che le ultime due stagioni in viola non furono granché. E ci mancherebbe altro: due ottavi posti che valsero la qualificazione in Conference League solo in virtù di ripescaggi eccezionali (la squalifica della Juventus, il quinto posto in Champions League). Ma sostengono che nella stagione 2021-2022 il tecnico di Karlsruhe fece grandi cose, addirittura fino a sfiorare la Champions League, che forse si sarebbe raggiunta, se non fosse stato per l’incauta cessione di Vlahovic a gennaio.
I numeri però dicono altro. La Fiorentina durante quella stagione raggiunse alla sesta giornata la quarta posizione a pari merito con la Roma. Ma tecnicamente era quinta, dato che era stata sconfitta nello scontro diretto e che era nettamente indietro nella differenza reti. Fu poi temporaneamente quinta in classifica alla quarta e alla settima giornata. Poi scese in classifica.
Vlahovic fu ceduto dopo la 22esima giornata (vittoria in casa 6-0 col Genoa, in cui il centravanti serbo segnò il quarto gol). In quel momento la Fiorentina era sesta in classifica, con 35 punti a pari merito con Roma e Lazio, con differenza reti migliore, ma con la classifica avulsa (il criterio che conta) che puniva i viola.
La Viola aveva fino a quel momento un’ottima media punti: 1,67 a partita, che, se confermata nel resto del campionato, avrebbe meramente determinato un solo punto in più di quelli che fece, permettendole di salire dal settimo al sesto posto a pari merito con la Roma. Ma la combinazione di scontri diretti (parità) e differenza reti (-8 di svantaggio) avrebbe con ogni probabilità dato il sesto posto e l’Europa League ai giallorossi.
Ciò detto, tutto sarebbe potuto succedere; sognare è lecito, ed è quello a cui il tifoso si attacca. Ma i numeri raccontano una realtà diversa dai sogni.