mercoledì 19 Agosto 2026

Kean, Fagioli e Gudmundsson? Sacrificabili, ma solo per migliorare

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In questi giorni si parla molto delle possibili uscite di Kean, Fagioli e Gudmundsson. E dopo averci ragionato — e dopo una chiacchierata con il mio amico Roberto con cui ho condiviso questo pensiero — credo che il punto sia abbastanza semplice.

Nessuno deve essere incedibile per principio. Ma nessuno dei giocatori di qualità che abbiamo può partire semplicemente per fare cassa o per vedere dopo chi troviamo sul mercato.

Siamo a pochi giorni dalla prima di campionato con la Roma e a una decina di giorni dalla chiusura del mercato. Quindi sì alle uscite, ma soltanto se le entrate sono funzionali e possibilmente ideali per il progetto tecnico che Grosso ha in mente.
E su questo, personalmente, mi fido di Paratici. Finora ha fatto un mercato che, secondo me, ha rinforzato la Fiorentina. Ha portato giovani, qualità, alternative e soprattutto ha dato la sensazione di costruire seguendo un’idea precisa. Proprio per questo voglio pensare che dietro un’eventuale cessione importante ci sia già un’altra operazione pronta.

Prendiamo Kean. Per me oggi è il giocatore più difficile da sostituire. Gol, forza, profondità, carattere. Nel materiale delle mie precedenti pagelle era spesso proprio lui uno dei pochi a mostrare voglia e capacità di trascinare la squadra anche nei momenti peggiori.
Lo venderei? Solo davanti a un’offerta importante e soprattutto se Paratici avesse già pronto un attaccante forte, possibilmente internazionale, adatto al calcio di Grosso e capace di rappresentare un valore aggiunto.
Deve essere uno che, quando viene annunciato, ci faccia pensare: abbiamo perso Kean, ma forse la Fiorentina è diventata ancora più forte.

Non Kean fuori e poi vediamo se riusciamo a prendere Lucca o Pinamonti. Con tutto il rispetto, non è questo il salto che immagino.

Stesso discorso per Fagioli.
Può partire se arriva un centrocampista che serva maggiormente al progetto: penso, ad esempio, a un Thorstvedt del Sassuolo oppure, come caratteristiche e personalità, a quello che fu Torreira per la Fiorentina.
Non necessariamente un nome più famoso. Un giocatore più funzionale e capace di migliorare la squadra.

Infine Gudmundsson.
Qui non faccio il tifoso con la memoria corta: sono il primo ad avere molte riserve. A Firenze abbiamo visto troppo poco del giocatore che pensavamo di aver acquistato. Ma proprio per questo sarei curioso di vederlo in questa nuova Fiorentina.
Non deve avere il posto garantito. Al contrario: deve conquistarselo. E in una squadra che vuole finalmente puntare in alto, avere in panchina un giocatore della qualità di Gudmundsson che lotta per diventare titolare è un lusso che può fare molto comodo.

Se invece Paratici e Grosso ritengono che serva un’ala offensiva vera, veloce, capace di saltare l’uomo e creare superiorità, e quel giocatore è già pronto ad arrivare, allora posso capire anche la sua cessione. Il principio quindi per me è uno solo: Kean, Fagioli e Gudmundsson sono sacrificabili soltanto se il loro sacrificio serve a rendere la Fiorentina più forte.

Prima deve esserci il progetto. Poi il sostituto. E soltanto alla fine la cessione. E come peraltro ha fatto Paratici fino ad oggi in questo mercato.
Non vendiamo oggi per cercare domani. Vendiamo, eventualmente, perché Paratici ha già il colpo in canna e Grosso sa esattamente dove inserirlo. Perché dopo l’anno terribile che abbiamo vissuto, questa deve essere la stagione della rinascita viola.

E per rinascere non basta cambiare. Bisogna migliorare.

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