mercoledì 19 Agosto 2026

Alla scoperta dei sapori della Capitale, tra grandi classici della tradizione e due indirizzi da segnare

Roma a tavola: dalla carbonara alla cucina di mare

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Per il primo appuntamento di “Calcio e pepe” seguiamo la Fiorentina in trasferta e arriviamo a Roma, una delle capitali della gastronomia italiana. Una cucina conosciuta e apprezzata ben oltre i confini, fatta di sapori decisi, ricette semplici e ingredienti capaci di raccontare la storia e le tradizioni di una città.

La gastronomia romana nasce infatti da una cultura popolare e contadina, apparentemente povera ma ricca di gusto e di carattere. Nel corso dei secoli ha raccolto influenze diverse, compresa quella della comunità ebraica romana – storicamente tra le più numerose d’Italia –, dando vita a un patrimonio gastronomico profondamente legato alla storia della città.

Un altro elemento fondamentale è la valorizzazione del cosiddetto quinto quarto, ovvero quelle parti dell’animale considerate meno nobili ma che nella tradizione capitolina sono diventate protagoniste di alcune delle ricette più celebri.

E poi ci sono loro, i quattro primi che sono diventati veri e propri simboli della romanità: carbonara, gricia, amatriciana e cacio e pepe. Quattro preparazioni apparentemente semplici, costruite su pochi ingredienti, ma capaci di raccontare un’identità gastronomica precisa e riconoscibile.

Il repertorio romano, naturalmente, non si esaurisce con la pasta.
Tra i secondi più rappresentativi troviamo la coda alla vaccinara, uno dei grandi classici del quinto quarto, l’abbacchio allo scottadito, i saltimbocca alla romana e la trippa alla romana.
Pietanze sostanziose e saporite, legate alla tavola di casa e alle osterie di una volta, che ancora oggi rappresentano una parte importante dell’identità gastronomica della Capitale.

Ma Roma, per la sua posizione e per la vicinanza al Tirreno, ha sviluppato anche una significativa tradizione legata al pesce. A tal proposito cito due ristoranti iconici e degni di nota.

Il primo nome è quello della Trattoria Sora Lella, sull’Isola Tiberina.
Un indirizzo che è ormai parte della storia gastronomica e culturale romana. Il locale porta il nome di Elena Fabrizi, la celebre Sora Lella, sorella dell’attore Aldo Fabrizi. Elena, prima ancora di diventare un volto amato del cinema italiano, era una ristoratrice e nel 1959 aprì la trattoria che ancora oggi porta il suo nome.

La sua notorietà cinematografica, arrivata anche grazie ai film di Carlo Verdone, ha contribuito a trasformare Sora Lella in una vera icona della romanità.
Oggi il locale è gestito dalla famiglia e continua a proporre una gastronomia profondamente legata ai sapori capitolini, in un contesto verace e simpatico, ancora non troppo turistico. Tra le specialità della casa si trovano, per esempio, la coda alla vaccinara, la trippa, l’abbacchio e diversi primi della tradizione romana.
È quindi il posto giusto per chi vuole immergersi nella Roma più autentica e popolare, senza dimenticare il fascino particolare dell’Isola Tiberina.

Il secondo indirizzo è Da Benito e Gilberto, in via del Falco 19, a pochi passi da San Pietro. È uno storico locale dedicato soprattutto al pesce. Attivo da oltre cinquant’anni, punta su preparazioni semplici e tradizionali, con l’obiettivo di valorizzare la qualità della materia prima. Ed è proprio questa semplicità uno dei punti di forza del locale.

Tra le specialità da provare c’è una portata che rappresenta perfettamente questo incontro tra tradizione romana e cucina di mare: la pasta e fagioli ai frutti di mare, una delle proposte simbolo del ristorante. Un abbinamento che potrebbe sembrare insolito, ma che racconta bene la capacità della gastronomia italiana di partire da ricette semplici e reinterpretarle, valorizzando ingredienti e territori.

Se decidete di seguire i nostri consigli, ricordatevi però di prenotare: per entrambi i locali è consigliabile organizzarsi con un certo anticipo.

E dopo aver assaggiato carbonara, coda alla vaccinara, pesce o pasta e fagioli ai frutti di mare, non resta che una cosa da dire: buon appetito e, naturalmente, forza Fiorentina!

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