sabato 12 Settembre 2026
Serie A
Venezia-Fiorentina
 2-4

La prima vittoria della Fiorentina targata Vanoli

Tempo di lettura: 2 minuti circa

Ci voleva una scossa. E la Fiorentina l’ha trovata a Venezia, nel modo forse più inatteso: andando sotto, reagendo immediatamente e poi imponendosi con personalità. Il 2-4 del Penzo vale molto più dei primi tre punti della stagione, perché arriva dopo tre sconfitte consecutive e soprattutto dopo una settimana complicata, segnata dall’esonero di Fabio Grosso e dal ritorno in panchina di Paolo Vanoli.

Non è ancora il caso di parlare di Fiorentina rinata, perché una partita non cancella i problemi delle prime giornate. Ma qualcosa è cambiato. E si è visto.
La prima indicazione positiva è arrivata proprio dopo il gol di Adams. La Fiorentina aveva iniziato meglio, creando occasioni e mostrando una certa intraprendenza, ma si era ritrovata sotto alla prima vera ripartenza dei padroni di casa. Stavolta però la squadra non si è sgonfiata. Ha continuato a giocare e nel giro di pochi minuti ha ribaltato tutto.

Il protagonista è stato Franco Mastantuono. Due gol in pochissimi minuti per cancellare lo svantaggio, poi la tripletta nel finale. Una serata che il giovane argentino difficilmente dimenticherà e che potrebbe rappresentare anche il momento della sua vera partenza in maglia viola. Dopo un avvio nel quale il talento era apparso a sprazzi senza riuscire a trasformarsi in gol, a Venezia Mastantuono ha fatto vedere tutto il repertorio: qualità, personalità e soprattutto un sinistro capace di fare la differenza.

Ma sarebbe un errore ridurre tutto alla prestazione del talento argentino. La Fiorentina ha mostrato una maggiore convinzione anche nel modo di stare in campo. Vanoli ha scelto il 4-2-3-1, con Atta alle spalle di Beto e Mastantuono libero di partire da destra per cercare la posizione che gli permette di essere più pericoloso. Una soluzione che ha dato subito maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva.

E poi c’è Fagioli che ha disputato un’ottima gara e ha messo lo zampino nel terzo gol con un lancio perfetto per Pellegrino che, entrato nella ripresa, ha trovato la via del gol, confermando di poter essere una risorsa importante per questa squadra.

Il 2-4 racconta però anche ciò che ancora non funziona. La Fiorentina ha concesso troppo al Venezia e nel finale ha permesso ai padroni di casa di accorciare nuovamente le distanze. La fase difensiva resta un aspetto sul quale Vanoli dovrà lavorare parecchio. La squadra ha qualità davanti, ma deve trovare equilibrio e continuità. Ed è proprio questa la parola chiave. Perché una vittoria a Venezia è importante, soprattutto per una squadra che arrivava da tre sconfitte, ma non può diventare automaticamente la prova che tutti i problemi siano stati risolti. Vanoli lo sa bene e, nel post-partita, ha invitato a mantenere i piedi per terra, sottolineando che il talento da solo non basta e che la squadra deve costruirsi un’identità.

La sensazione però è che il nuovo allenatore abbia già restituito un qualcosa che nelle prime tre giornate era sembrato smarrito: la fiducia.

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