L’eterna lotta tra cuore e ragione. Solo la nostra passione ci può salvare

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Oggi è il giorno di Juventus-Fiorentina. Una partita sempre difficile ma, in questo momento storico, quasi impossibile. Se dovessimo dare la prevalenza alla ragione, stasera dovremmo dedicarci a fare altro. Tuttavia, per fortuna, la vita non è fatta solo di razionalità: anche le persone più razionali incontrano momenti in cui la passionalità prende il sopravvento. Spinti quindi da questo senso di indomabile passione, dovremmo avvicinarci alla partita di questa sera.

E con questo spirito i giocatori dovrebbero scendere in campo. Nessuna tattica particolare, nessuna competizione tecnica. Dobbiamo fare in modo che la testa venga ingannata dal cuore e che in questo particolare inganno, cadano pure i giocatori della Juventus.

Dovremmo essere in grado di trasferire ai giocatori la nostra passione, il nostro essere innamorati della maglia, della città che rappresenta, e che questa prova d’amore li spinga a fare quello che solo un sentimento come la passione può fare oltre la ragione.

Non permettiamo al cuore di essere servo dei nostri pensieri razionali, ricordiamoci che in campo, come nella vita, la logica non sempre è la risposta esatta, l’emozione è spesso decisiva in un processo razionale. Quando siamo innamorati, siamo capaci di affrontare prove che in un normale contesto sarebbero insuperabili; con questo stesso spirito d’amore, che è quello con il quale noi seguiamo la Fiorentina, i ragazzi dovrebbe scendere in campo.

È stato dimostrato che quando una persona è immersa in un’attività creativa – o coltiva la propria passione – riceve una serie di sollecitazioni a livello fisico, intellettuale ed emozionale che portano a mutamenti organici e psicologici che favoriscono il miglioramento della qualità della prestazione.

Vivere una passione porta ad avere una percezione di sé più positiva, rafforzando, di conseguenza, anche la propria autostima. Facciamo in modo che l’irrazionalità di una passione vinca sulla razionalità di una spiegazione.

Chiamatemi sognatore ma è questo lo spirito con cui voglio vivere il match day, sperando di non essere risvegliato troppo bruscamente dalla realtà. Abbiamo un infinito bisogno di cuore e passione.

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