mercoledì 2 Settembre 2026

RIVOLUZIONE PARATICI. ADESSO GROSSO NON HA PIÙ SCUSE

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Al di là del giudizio sui singoli giocatori, credo che una cosa sia evidente: Paratici ha letteralmente stravolto la Fiorentina. Non è stato un semplice mercato, ma una vera rifondazione della rosa.

E forse il lavoro più importante è stato proprio nelle uscite. Sono partiti Kean, Gudmundsson, Gosens, Mandragora, Comuzzo, Piccoli, Beltran, Fazzini, Fabbian, ma anche tanti giocatori che sembravano difficilissimi da collocare: Nzola, Richardson, Bianco, Kouadio, Amatucci, Harder, Distefano, Valentini e altri ancora. Liberare spazio, ingaggi e posti in rosa era il primo passaggio necessario per poter davvero ricostruire.

Dall’altra parte sono arrivati giocatori importanti e, soprattutto, molto diversi tra loro: Dragusin dietro, Atta, Oulai e Valdepenas per dare fisicità e qualità, Joao Mario, Mastantuono, Gnonto, fino all’attacco completamente ridisegnato con Pellegrino e Beto. E la chiusura con Pedro Gonçalves alza ulteriormente il livello tecnico della squadra. Senza dimenticare gli altri innesti come Jimenez e gli investimenti sui giovani.

Si potrà discutere su qualche singola operazione — io stesso, ad esempio, continuo a pensare che sostituire Kean e Piccoli con Beto e Pellegrino sia una scommessa tutt’altro che vinta sulla carta — ma il giudizio complessivo sul lavoro di Paratici, per me, è positivo. Ha preso una rosa che aveva bisogno di essere profondamente cambiata e l’ha cambiata davvero.

Adesso però cambia anche il bersaglio delle responsabilità.

Grosso ha avuto due mesi di preparazione e ora ha una squadra costruita anche sulle sue esigenze, con alternative praticamente in ogni ruolo e qualità tecnica importante. Il mercato è finito. Gli alibi anche.

Ora tocca a lui dare a questa Fiorentina un’identità, un gioco e dei risultati. Perché da questo momento, se la squadra continuerà a non funzionare, sarà molto più difficile guardare alla rosa o al mercato.

Paratici ha fatto la sua rivoluzione. Adesso Grosso deve dimostrare di saperla allenare.

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