Non sono contrario agli esoneri a prescindere: se la società pensa che la squadra di Palladino sia in una fase discendente irreversibile, allora che lo sostituisca, sempre che abbia pronto un piano B migliore.
Palladino ha portato la squadra al sesto posto. Si è fatto eliminare ai rigori dall’Empoli in Coppa Italia e ha qualificato la squadra ai sedicesimi di finale in Conference League senza passare per il turno preliminare.
Quello che mi lascia perplesso è il martellamento su Palladino della stampa fiorentina: gli viene rinfacciato di non avere esperienza, e che ciò è la causa delle sconfitte accumulate. Ma perché l’inesperienza non veniva rinfacciata a Italiano, che quando fu preso dalla Fiorentina aveva fatto un solo anno di Serie A? E perché a suo tempo la mancanza di esperienza non fu rinfacciata a De Sisti e Mancini (che non avevano mai allenato) o ad Agroppi e a Malesani (che non avevano mai allenato in Serie A)?
La verità è che la stampa fiorentina ha chiesto l’esonero di Palladino a inizio stagione fino al successo in casa con la Lazio. Poi è salita sul carro dell’otto volte vincitore. Poi ha ricominciato a chiedere l’esonero, salvo risalire sul carro del vincitore dopo la nuova vittoria in casa della Lazio. E ora, dopo le tre sconfitte con Inter, Como e Verona, siamo alle solite. Solo che perdere a Milano di misura e in quel modo in casa della prima in classifica ci può stare (Italiano l’anno scorso perse 4-0, per dire). Il Como oggi ha battuto il Napoli, ma va? E la sconfitta di oggi a Verona è arrivata su di un rimpallo sfortunato nel recupero.