sabato 24 Ottobre 2026

A Milano la partita continua a tavola...

Una cucina di burro, riso e memoria

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Milano è una manna per gli appassionati di cucina. Città ricca e cosmopolita, offre una varietà impressionante di locali, trattorie e ristoranti, capaci di raccontare tanto la tradizione quanto la vocazione internazionale della città.

La cucina milanese, però, ha radici ben precise: è una cucina di pianura, fatta di burro e riso più che di olio e pasta. Una cucina che nel tempo è passata da povera a borghese, senza perdere il gusto per le cotture lente e sostanziose, per gli stracotti, i bolliti e quei piatti che richiedono tempo e pazienza.

I grandi simboli sono il risotto alla milanese, con il suo caratteristico colore giallo dato dallo zafferano, spezia arrivata dall’Oriente, e spesso arricchito dal midollo di bue. Poi c’è la cotoletta, rigorosamente con l’osso e fritta nel burro, che nella versione più contemporanea può diventare la celebre “orecchia di elefante”, sottile e di dimensioni generose.

E poi c’è il panettone, il dolce milanese per eccellenza. Un tempo legato quasi esclusivamente al Natale, oggi lo si trova praticamente tutto l’anno, nelle pasticcerie e nei ristoranti, in versioni sempre più diverse.

Quando si parla di Milano, sono tante le trattorie che vengono in mente. Nel quartiere di Brera, per esempio, ci sono due indirizzi storici come Libera e Rigolo, luoghi dove non è raro incontrare giornalisti — il Corriere della Sera è a due passi — e manager, accomunati dalla passione per una cucina solida e senza troppi fronzoli.

Milano, però, è anche una città dove il pesce ha trovato una seconda casa. Sono numerosi i ristoranti che propongono una cucina di mare di alto livello e non mancano i milanesi — e non solo loro — pronti a sostenere con convinzione che proprio sotto la Madonnina si mangi il miglior pesce d’Italia.

Del resto, a Milano si può arrivare per il calcio, per il lavoro o per la moda. Ma è difficile andarsene senza aver trovato un buon motivo anche per restare a tavola.

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