È il peggior avvio di campionato dell’era Commisso, con la Fiorentina a soli 2 punti in quattro partite, certifica uno stato di crisi tecnico e fisico della Viola. Di fronte a un Como veloce e intraprendente, Pioli rivoluziona le carte, sconfessando in parte il lavoro tattico di due mesi, schierando una formazione inedita con una difesa più guardinga schierata a 4.
I gigliati giocano a uomo contro gli interpreti lariani e per mezz’ora, vincendo tanti duelli, si impossessano della partita riuscendo a passare in vantaggio. Poi le energie fisiche lentamente si esauriscono e viene fuori la tecnica del Como che possiede un modo di giocare codificato e certo. La Fiorentina perde le distanze e nel secondo tempo si scioglie subendo il pareggio e il gol vittoria della squadra di Fabregas.
Nessuno si sarebbe aspettato queste difficoltà con un progetto di gioco che sembra assai lontano. E con moltissimi giocatori che sono in difficoltà: i difensori (Pongracic, Gosens, Comuzzo), i centrocampisti (Fagioli, Sohm), gli attaccanti con il povero Kean che si danna l’anima senza però essere rifornito adeguatamente.
Preoccupano la mancanza di idee di gioco: anche ieri ci siamo affidati a lanci lunghi per le punte, che possono anche andare bene in certi momenti, ma non devono essere l’unico schema di gioco. Mancano verticalizzazioni, passaggi di prima e inserimenti sulle fasce che saranno sempre più rari arretrando i due esterni (Dodo e Gosens a fare i difensori).
Sono dunque tante le difficoltà e chi meglio di Pioli potrà risolverle. Il tecnico con la sua grande esperienza dovrà, per forza di cose, trovare il bandolo della matassa, sperando in una vittoria già domenica nel derby purificante e refrigerante.
Così non va
È il peggior avvio di campionato dell’era Commisso, con la Fiorentina a soli 2 punti in quattro partite, certifica uno stato di crisi tecnico e fisico della Viola. Di fronte a un Como veloce e intraprendente, Pioli rivoluziona le carte, sconfessando in parte il lavoro tattico di due mesi, schierando una formazione inedita con una difesa più guardinga schierata a 4.
I gigliati giocano a uomo contro gli interpreti lariani e per mezz’ora, vincendo tanti duelli, si impossessano della partita riuscendo a passare in vantaggio. Poi le energie fisiche lentamente si esauriscono e viene fuori la tecnica del Como che possiede un modo di giocare codificato e certo. La Fiorentina perde le distanze e nel secondo tempo si scioglie subendo il pareggio e il gol vittoria della squadra di Fabregas.
Nessuno si sarebbe aspettato queste difficoltà con un progetto di gioco che sembra assai lontano. E con moltissimi giocatori che sono in difficoltà: i difensori (Pongracic, Gosens, Comuzzo), i centrocampisti (Fagioli, Sohm), gli attaccanti con il povero Kean che si danna l’anima senza però essere rifornito adeguatamente.
Preoccupano la mancanza di idee di gioco: anche ieri ci siamo affidati a lanci lunghi per le punte, che possono anche andare bene in certi momenti, ma non devono essere l’unico schema di gioco. Mancano verticalizzazioni, passaggi di prima e inserimenti sulle fasce che saranno sempre più rari arretrando i due esterni (Dodo e Gosens a fare i difensori).
Sono dunque tante le difficoltà e chi meglio di Pioli potrà risolverle. Il tecnico con la sua grande esperienza dovrà, per forza di cose, trovare il bandolo della matassa, sperando in una vittoria già domenica nel derby purificante e refrigerante.
Il giocatore ha sostenuto ieri le visite mediche
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