domenica 19 Luglio 2026
Serie A
Fiorentina-Bologna
 2-2

Dal possibile 0-3 al 2-2: il destino ci salva, non il gioco

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Il commento

Un primo tempo da sbadigli. Lento, confuso, senz’anima. Il Bologna ci mette corsa, idee e convinzione: noi solo tocchi all’indietro e la solita sterilità in mezzo. Ancora una volta il centrocampo è il cuore spento di questa squadra — Mandragora, Nicolussi e Fagioli non trovano mai una verticalizzazione.

Poi succede l’imponderabile: da un possibile rigore contro che poteva valere lo 0-3, la Viola si rialza. Holm lascia il Bologna in dieci, e con due rigori (Gudmundsson e Kean) la Fiorentina strappa un pari insperato.

Nel finale Dodò spreca clamorosamente il pallone del 3-2 e resta la sensazione di un punto più rubato che costruito. Una reazione, sì, ma di nervi e d’orgoglio più che di gioco.

Pioli, però, resta un enigma. Nessuna scossa, nessuna identità, sempre gli stessi errori. Forse i ragazzi hanno reagito per sé stessi più che per lui. E mercoledì c’è l’Inter — una partita che può dire molto, forse tutto, sul futuro di questa panchina.

Le statistiche raccontano una partita equilibrata (50% di possesso, ma non deve illudere perché raccontano anche di 19 tiri a 6), ma il gioco resta confuso, la manovra lenta e l’identità assente.

Le pagelle

De Gea – 6 | Affidabile. Non può nulla sui gol, ma non trasmette mai quella sicurezza totale. Fa il suo, senza acuti. Davanti a questa difesa, si perde un po’ anche lui anche se resta ovviamente imprescindibile.

Dodò – 5,5 | Sprecone. Corre tanto ma con poca lucidità. Spreca il pallone del 3-2 nel finale: occasione che pesa.

Pongračić – 5,5 | Distratto. In ritardo su Cambiaghi, spesso fuori posizione. Non è il muro che servirebbe dietro. Continua a deludere.

Pablo Marí – 5,5 | Statico. Gioca di posizione, ma senza aggressività. Sembra sempre un passo indietro.

Ranieri – 5,5 | Confuso. Un paio di buone chiusure, ma troppe disattenzioni. Soffre psicologicamente i gol subiti. Non é il leader che serve alla difesa.

Gosens – 6 | Grintoso. Spinge e ci mette carattere. Non perfetto, ma almeno mostra voglia.

Mandragora – 5 | Incolore. Tanti tocchi, pochissime idee. Non verticalizza mai e lascia il centrocampo senza anima. Forse il massimo lo ha già dato, come diceva qualcuno.

Nicolussi Caviglia – 5,5 | Timido. Gestisce palloni semplici, evita rischi. Ma da lui servirebbe coraggio e visione. Servirebbe un leader al suo fianco.

Fagioli – 5,5 | Smarrito. Il Rapid Vienna é già un lontano ricordo.  Non trova ritmo né posizione. Alterna tocchi eleganti a errori banali. Serve a poco così…

Gudmundsson – 6,5 | Freddo. Trasforma il rigore con sicurezza e prova a dare imprevedibilità.  Quando ti mancano i giocatori di classe, non puoi rinunciare ad uno come lui. Anche se si accende a intermittenza.

Kean – 7 | Determinato. Lucumi non é un buon cliente.  Ma segna (su rigore), lotta e trascina. È l’unico che sembra crederci sempre. Uomo partita e simbolo della reazione.

Subentrati

Ndour – 6 | Energico. Dà presenza fisica e qualche recupero importante. Entra bene.

Fortini – 6.5 | Vivace. Prova sempre a spingere e chiude bene.  Mette ritmo e movimento. Da rivedere dall’inizio.

Dzeko – 6 | Esperto. Tiene palla e dà ordine. Non incide, ma fa respirare la squadra.

Sabiri – s.v. | Ininfluente. Troppo tardi per cambiare il corso della gara. Certo se siamo costretti a sperare in Sabiri…

Pioli – 5 | Confuso. Nessuna scossa, nessuna identità. La squadra reagisce solo di nervi, non di gioco. Mercoledì c’è l’Inter: sarà una prova di verità per capire se questo gruppo segue ancora il suo allenatore

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