Ieri ho acceso lo stream di Radio Firenze Viola, dove ho ascoltato i suoi conduttori di punta Tommaso Loreto e Luca Calamai chiedersi se Fabio Paratici avesse perso la propria razionalità, dato che a giugno aveva dichiarato che non avrebbe rinnovato il contratto di Vanoli sulla base di considerazioni “razionali e non emotive”. Ottima domanda.
C’è chi ritiene che la scelta di tornare su Vanoli sia stata fatta da altri (Ferrari? i Commisso? Goretti?) ed imposta a Paratici. Benché, alla luce del disastroso avvio nella stagione passata con Pioli, la società possa avere su quel fronte un nervo scoperto che l’abbia portata a prendere molto sul serio le tre sconfitte su tre rimediate dalla squadra, una scelta razionale sarebbe stata di aspettare le prossime due partite e fare il punto durante la pausa per la nazionale. È stato poi rivelato che Paratici avrebbe deciso di esonerare Grosso domenica sera dopo un dissidio, ma che in realtà il DS viola si era già cautelato da giorni prenotando in segreto Vanoli.
Insomma, le circostanze sembrano indicare che l’esonero di Grosso e l’incarico a Vanoli siano state decisioni di Paratici. Per cui, resta la domanda di cui sopra, alla quale si può dare queste possibili risposte:
- Paratici aveva ragione a giugno a non confermare Vanoli, ma allora il reincarico di ieri sarebbe una scelta “irrazionale ed emotiva”. Qualcuno ci crede?
- Forse allora a giugno, quando parlava di considerazioni “razionali e non emotive”, Paratici si sbagliava, e ieri è rinsavito. Anche qui, qualcuno ci crede?
- Oppure, a giugno Paratici non diceva la verità.
E potremmo pure chiederci perché Paratici ha cambiato tutti questi giocatori e – potendo – ne avrebbe cambiati di più (Dodo, Pongracic, Fagioli), come si sente dire. Io faccio fatica a credere che un manager navigato come lui non avesse tenuto in conto che cambiare tanti giocatori avrebbe portato dei contraccolpi. E allora perché l’ha fatto?
C’è un elefante nella stanza che tutti fanno finta di non vedere, compresi i giornalisti che cominciano oggi a farsi domande sulle capacità e sulla razionalità di Paratici. Si tratta dell’influenza della piazza e della paura di trovarsela contro, come a Torino, Milano e Roma, lato granata, rossonero e biancoceleste. Come del resto a Firenze è accaduto a Barone, a Ferrari e a Pradè, circostanze che non devono essere sfuggite al neo DS viola, che sapeva certamente dove veniva a lavorare, e che la luna di miele inziale che gli era stata concessa non sarebbe durata per sempre.
L’anno scorso la piazza voleva un allenatore esperto al posto di Palladino (che, parole testuali di Enzo Bucchioni, era venuto a Firenze a fare un Erasmus), e guarda caso, dopo una serie di allenatori emergenti, arriva Pioli. Quest’anno la piazza voleva mandare via tutti i giocatori e non voleva più Vanoli, e guarda caso viene accontentata, nonostante il Corriere dello Sport dica che il DS viola avrebbe voluto confermare il tecnico varesino.
E per finire, oggi i giornalisti vorrebbero che Paratici parlasse in conferenza stampa. Dubito abbia voglia di dire certe cose.
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